
Aversa. Una mattinata trascorsa tra dolore, attese e difficoltà. È quanto denunciato sui social da una famiglia che si è rivolta al deputato Francesco Emilio Borrelli, affermando che si è rivolta al Pronto soccorso dell’ospedale di Aversa per assistere un’anziana di 85 anni, diabetica e con una corporatura molto esile, dal peso di circa 40 chili.
La donna era caduta e, a causa del dolore, non riusciva più a reggersi sulle gambe. La figlia l’ha accompagnata al Pronto soccorso, quello più vicino, intorno alle 8.30 del mattino. Da quel momento sarebbe iniziata una lunga attesa. Secondo il racconto della famiglia, inizialmente all’anziana sono state effettuate alcune radiografie. Successivamente sarebbe stata richiesta una Tac, ma l’esame sarebbe arrivato dopo diverse ore di attesa. Nel frattempo, la donna, dolorante e incapace di sostenersi autonomamente, sarebbe rimasta seduta per ore.
A rendere ancora più difficile la situazione, secondo la denuncia, ci sarebbe stata anche una carenza di sedie a rotelle. Nel Pronto soccorso, infatti, sarebbe stata disponibile una sola carrozzina, già utilizzata per un altro paziente. L’anziana sarebbe stata quindi costretta ad attendere su una normale sedia, nonostante le difficoltà a stare in piedi e il dolore provocato dalla caduta. A un certo punto, alla figlia sarebbe stato chiesto di accompagnare personalmente la madre in radiologia per effettuare la Tac, a causa della mancanza di personale disponibile. La famiglia avrebbe quindi chiesto nuovamente una sedia a rotelle, ricevendo però l’indicazione di attendere perché l’unica disponibile era impegnata con un altro paziente.
Una situazione che ha provocato rabbia e sconforto nei familiari, soprattutto davanti alle condizioni di una persona molto anziana e fragile, costretta a trascorrere ore in attesa mentre accusava dolore e non riusciva a reggersi sulle gambe. La denuncia riaccende così il tema delle condizioni dei Pronto soccorso e della carenza di personale e attrezzature, particolarmente sentita durante il periodo estivo. La domanda posta dalla famiglia è semplice quanto amara: “è normale che un’anziana di 85 anni, dolorante e non autosufficiente dopo una caduta, debba attendere per ore anche per una sedia a rotelle?”
Al di là del singolo episodio, resta la preoccupazione per una sanità che, secondo il racconto dei familiari, rischia di lasciare soli proprio i pazienti più fragili nel momento in cui avrebbero maggiore bisogno di assistenza.

