Mondragone, l’ambulante si scusa su TikTok: «Le mie parole sono state fraintese»

Dopo le polemiche per il primo video, l’uomo chiarisce il suo sfogo: «Il problema sono gli affitti e la mancanza di spazi per lavorare»

È arrivato su TikTok il video di scuse dell’ambulante finito al centro della polemica a Mondragone. Dopo le parole che avevano provocato la reazione di molti cittadini, l’uomo ha deciso di tornare sui social per spiegare cosa ci fosse, secondo lui, dietro quello sfogo.

«Le mie parole sono state fraintese», dice nel nuovo video. L’ambulante sostiene di non aver voluto offendere la città né i suoi abitanti, ma di aver cercato di raccontare le difficoltà che incontra chi prova a lavorare durante la stagione estiva.

Il nodo degli affitti estivi

Uno dei problemi indicati dall’uomo riguarda proprio il costo degli alloggi. Nel video parla di affitti estivi che, in alcuni casi, arriverebbero anche a 5.000 o 6.000 euro per una casa. Una situazione che, secondo la sua lettura, rischia di scoraggiare chi vorrebbe trascorrere l’estate a Mondragone.

E proprio da qui parte la sua critica a una situazione che considera sempre più difficile per chi lavora e vive di attività stagionali. Ma c’è anche un altro aspetto che l’ambulante mette sul tavolo: la difficoltà di trovare spazi dove poter lavorare.

La bancarella sequestrata nella Villa Comunale

Il tema si lega inevitabilmente a quanto accaduto nei giorni scorsi nella Villa Comunale. L’uomo era stato trovato con una bancarella irregolare e la Polizia Municipale aveva proceduto al sequestro della merce. Da una parte, quindi, ci sono le regole che devono essere rispettate. Dall’altra, resta la questione sollevata dall’ambulante sulla possibilità concreta di lavorare regolarmente.

Il primo video aveva provocato una dura presa di posizione anche da parte del sindaco Francesco Lavanga, che aveva definito inaccettabili le offese rivolte alla città e aveva annunciato iniziative a tutela dell’immagine di Mondragone.

Le scuse arrivate ora non cancellano quelle parole, ma spostano il confronto anche su un problema più ampio. Quello di chi, durante l’estate, cerca uno spazio per lavorare, deve fare i conti con costi elevati e chiede regole chiare.

È una discussione che merita di essere affrontata senza insulti e senza generalizzazioni. Perché dietro una polemica sui social ci sono anche persone che lavorano, famiglie che fanno sacrifici e una città che deve trovare un equilibrio tra turismo, commercio e rispetto delle regole.

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