La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 23 persone coinvolte in una presunta frode legata ai crediti fiscali del cosiddetto Super Ace, per un valore complessivo superiore ai 20 milioni di euro. Il provvedimento rappresenta l’ultimo passaggio prima dell’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.
L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Simona Faga e sviluppata dalla Guardia di Finanza, ipotizza il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato. Secondo gli investigatori, gli indagati avrebbero ottenuto indebitamente crediti d’imposta attraverso la trasmissione all’Agenzia delle Entrate di documentazione contenente dati non corrispondenti alla realtà.
L’attività investigativa avrebbe consentito di ricostruire un sistema finalizzato alla creazione di crediti fiscali ritenuti inesistenti, successivamente ceduti a soggetti terzi. In questo modo, secondo l’accusa, sarebbe stato alimentato un circuito illecito di compravendita dei crediti d’imposta destinati a imprese con rilevanti esposizioni fiscali.
Gli accertamenti si sono concentrati soprattutto sulle richieste di agevolazione di importo inferiore o prossimo ai 150 mila euro. Attraverso il confronto tra i dati contenuti nelle istanze presentate e quelli risultanti dai bilanci societari e dalle dichiarazioni fiscali, le Fiamme Gialle avrebbero rilevato numerose incongruenze. In particolare, diverse aziende avrebbero dichiarato aumenti di capitale mai effettivamente eseguiti, requisito indispensabile per beneficiare dell’agevolazione prevista dalla normativa.
Le imprese coinvolte hanno sede a Frattamaggiore, Caivano, Napoli, San Nicola la Strada, Giugliano in Campania, Cervino, Santa Maria Capua Vetere, Cassino, Castelfranco Emilia, Laterina Pergine Valdarno, Portico di Caserta, Caserta, Roma, Salerno, Anagni, Gricignano d’Aversa.
Secondo la Procura, il presunto meccanismo avrebbe provocato un ingente danno alle casse pubbliche attraverso la creazione e la successiva circolazione di crediti fiscali non spettanti. Gli indagati avranno ora la possibilità di presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati prima delle determinazioni finali dell’autorità giudiziaria. Resta ferma, per tutti, la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.