Sanità sul litorale, Pineta Grande riparte: soluzione definitiva attesa entro settembre

Castel Volturno. Rientra, almeno per il momento, la crisi del Pronto Soccorso del Pineta Grande Hospital. È durata circa ventiquattro ore la riduzione delle attività del reparto di emergenza, decisa dalla direzione della struttura a causa delle difficoltà economiche legate ai tetti di spesa regionali.

La svolta è arrivata nella serata di ieri dopo un lungo confronto negli uffici della Presidenza della Regione Campania. I vertici del Pineta Grande sono stati ricevuti dal capo di gabinetto Francesco Comparone, dal vice Domenico De Falco e da Ugo Trama, segretario generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario.

Al centro dell’incontro la situazione finanziaria e operativa dell’ospedale domiziano. Secondo quanto rappresentato dalla proprietà, i limiti di budget imposti negli ultimi anni renderebbero difficile ricoverare tutti i pazienti che arrivano in emergenza e necessitano di ospedalizzazione. Una situazione che avrebbe prodotto nel tempo un disavanzo complessivo vicino ai 30 milioni di euro.

Dal tavolo regionale è però arrivata un’apertura che ha consentito al Pronto Soccorso di tornare immediatamente alla piena operatività.

«Il confronto si è svolto in un clima di estrema serietà e rispetto reciproco e ha consentito finalmente di avviare un dialogo diretto con le istituzioni», ha spiegato il vicepresidente del Pineta Grande, Beniamino Schiavone.

Al momento non esiste ancora un accordo definitivo, ma la proprietà confida nella possibilità di individuare entro settembre una soluzione strutturale. La Regione starebbe infatti rivalutando i tetti di budget per l’assistenza sanitaria e studiando un percorso per affrontare anche il debito accumulato.

La vicenda assume particolare rilevanza considerando il ruolo del Pineta Grande sul litorale domizio, dove non esistono strutture in grado di assorbire completamente l’attività del presidio di Castel Volturno. Il solo Pronto Soccorso registra circa 45mila accessi all’anno, con una previsione che per il 2026 potrebbe raggiungere quota 50mila.

La riduzione delle attività aveva provocato immediate reazioni politiche. La consigliera regionale di Forza Italia Angela Parente aveva chiesto risposte urgenti per garantire il diritto alla salute della popolazione. Duro anche l’intervento di Gennaro Oliviero, presidente di A Testa Alta, che aveva definito «vergognoso» lo stallo e sollecitato un Consiglio regionale urgente.

A difesa della struttura era intervenuto anche il Pd di Castel Volturno, con il segretario Alessandro Buffardi, invitando a superare le polemiche e a lavorare sulle soluzioni.

Sul futuro della sanità del litorale si è espresso infine padre Gianni Branco, responsabile delle parrocchie cattoliche della Domiziana, chiedendo l’istituzione di un tavolo permanente sui servizi sanitari e sociosanitari dell’area.

Per il momento, dunque, l’emergenza è rientrata e il Pronto Soccorso del Pineta Grande è tornato a pieno regime. La partita decisiva, però, resta aperta: entro settembre Regione e vertici dell’ospedale dovranno trovare una soluzione definitiva che garantisca continuità assistenziale e sostenibilità economica.

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