
CASERTA. Con la morte di Francesco Guccini, scomparso oggi all’età di 86 anni, l’Italia perde uno dei più grandi interpreti della canzone d’autore. Poeta, scrittore, insegnante e cantautore, Guccini ha raccontato per oltre cinquant’anni la storia del Paese attraverso brani diventati patrimonio della musica italiana, da La locomotiva a L’Avvelenata, passando per Eskimo, Incontro, Canzone per un’amica e Autogrill.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato commozione in tutta Italia e anche nel Casertano, dove il suo nome richiama il ricordo di serate rimaste impresse nella memoria di migliaia di appassionati. Pur non avendo mai dedicato una canzone a Caserta o alla Terra di Lavoro, Guccini ha lasciato un segno anche in questa provincia grazie ai concerti che, tra gli anni Settanta, Ottanta e Novanta, lo portarono a esibirsi in Campania e nel Casertano in occasione di rassegne musicali e delle storiche Feste dell’Unità.
Per molti era il momento più atteso dell’estate. Le piazze si riempivano di giovani, famiglie e appassionati provenienti da tutta la provincia per ascoltare una voce che riusciva a trasformare la cronaca, la politica, i ricordi e la quotidianità in poesia. Erano anni in cui i grandi cantautori attraversavano l’Italia senza barriere, esibendosi anche in realtà di provincia dove la musica diventava occasione di incontro, confronto e partecipazione.
Ancora oggi c’è chi conserva i manifesti di quei concerti, i biglietti d’ingresso, le fotografie scattate sotto il palco o semplicemente il ricordo di una serata trascorsa ad ascoltare canzoni destinate a entrare nella storia della musica italiana. Per tanti casertani quei live rappresentarono il primo incontro con la canzone d’autore e con un artista capace di parlare a più generazioni senza inseguire le mode.
Nato a Modena il 14 giugno 1940 e cresciuto tra la città emiliana e Pavana, sull’Appennino tosco-emiliano, Guccini ha costruito il suo percorso artistico a Bologna, città che sarebbe diventata il centro della sua vita e della sua produzione culturale. Oltre alla musica, è stato autore di numerosi libri e insegnante di lingua italiana, affermandosi come una delle figure più autorevoli della cultura italiana contemporanea.
Con lui se ne va una voce unica, ma resta un patrimonio di canzoni che continuano a raccontare l’Italia. E anche il Casertano, che ebbe la fortuna di applaudirlo dal vivo in alcune delle estati più intense della musica italiana, conserva il ricordo di quelle serate in cui bastavano una chitarra, una voce inconfondibile e un palco in piazza per creare emozioni destinate a durare nel tempo.

