Tangenti per la white list, svolta per il poliziotto messo in carcere

AVERSA. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord, Carmen Fusco, ha disposto la sostituzione della misura cautelare in carcere con gli arresti domiciliari nei confronti dell’ispettore della Polizia di Stato Andrea Garofalo, coinvolto nell’inchiesta della Procura di Napoli Nord relativa a presunte richieste estorsive ai danni di alcuni imprenditori.

Assistito dall’avvocato Gabriele Piatto, Garofalo ha così lasciato il carcere militare di Santa Maria Capua Vetere e sarà giudicato con il rito abbreviato.

Il provvedimento modifica il quadro cautelare delineato dopo l’arresto eseguito nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura di Napoli Nord, diretta dal procuratore Domenico Airoma, e sviluppata dagli investigatori della Squadra Mobile.

L’ispettore, in servizio presso la Divisione Anticrimine della Questura e componente del Gruppo Interforze Antimafia della Prefettura, risponde delle accuse di concussione e rivelazione di segreto d’ufficio. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia aveva scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Secondo l’ipotesi accusatoria, Garofalo avrebbe agito insieme al commercialista Domenico D’Agostino, attualmente in stato di libertà, esercitando indebite pressioni nei confronti di alcuni imprenditori. Agli stessi sarebbe stato prospettato il rischio di un’interdittiva antimafia, chiedendo in cambio somme di denaro in cambio di un presunto interessamento finalizzato all’iscrizione delle aziende nella white list della Prefettura.

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