Santa Maria Capua Vetere. L’ultimo tassello della sua pena è stato cancellato grazie alla liberazione anticipata. Mario Tiglio, 70 anni, originario di Santa Maria Capua Vetere e ritenuto per anni uno degli uomini vicini al clan dei Casalesi, fazione Schiavone, ha lasciato definitivamente il carcere.
La decisione è stata assunta dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli – Ufficio Esecuzioni Penali, che ha ricalcolato la pena residua tenendo conto dei benefici previsti dall’ordinamento penitenziario. Difeso dall’avvocato Giuseppe De Lucia, Tiglio stava scontando una condanna complessiva a 20 anni di reclusione per associazione mafiosa, estorsione aggravata e favoreggiamento.
Nel corso dell’esecuzione della pena gli era già stata concessa la detenzione domiciliare, misura alternativa disposta dal Tribunale di Sorveglianza di Torino. Successivamente sono stati riconosciuti ulteriori 45 giorni di liberazione anticipata. Il nuovo conteggio della pena ha così determinato l’esaurimento del periodo detentivo e la conseguente scarcerazione.
Secondo quanto ricostruito nelle indagini e nelle sentenze, Tiglio era considerato uno degli estorsori di riferimento del sodalizio criminale e venne ritenuto responsabile anche di aver favorito la latitanza di Carmine Morelli, detto “lo Zingaro”, indicato come autore del triplice omicidio di Francesco Buonanno, Giovanni Battista Papa e Modestino Minutolo, consumato a Villa di Briano nel 2009.
Nonostante il ritorno in libertà, la sua posizione resterà sotto controllo. Il procuratore generale Vincenzo Picciotti ha infatti disposto l’applicazione della misura della libertà vigilata per la durata di due anni. L’effettiva esecuzione del provvedimento sarà subordinata alla valutazione della pericolosità sociale da parte del magistrato di sorveglianza competente, che dovrà verificare la permanenza dei presupposti previsti dalla legge.