Violenze sull’ex, svolta per il figlio dell’imprenditore: cambia scenario dopo 2 mesi

CASERTA.  Il gip alleggerisce la misura cautelare: il giovane sconterà il provvedimento nell’Iscagliese con il dispositivo di controllo a distanza. Decisive la riduzione delle esigenze di custodia e la distanza geografica dalla persona offesa.

Dopo aver trascorso più di settanta giorni dietro le sbarre, Luigi Luserta — giovane originario di Caserta e figlio dell’imprenditore del comparto estrattivo Giuseppantonio Luserta — abbandona la struttura detentiva. La decisione è stata presa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Maria Pasqualina Gaudiano, che ha accolto la richiesta presentata dai legali dell’indagato, sostituendo la custodia in carcere con gli arresti domiciliari.

L’imputato, accusato di maltrattamenti e lesioni personali per una presunta violenza ai danni di una ragazza, sconterà la misura nell’abitazione di una parente a Verona. Contestualmente, sarà sottoposto al monitoraggio tramite braccialetto elettronico.

Nel testo del provvedimento, il gip sottolinea come la necessità della custodia cautelare si sia affievolita nel tempo. Tra i fattori chiave presi in esame figurano il periodo già passato in detenzione e la condotta tenuta dal giovane, che ha manifestato l’intenzione di risarcire il danno alla parte offesa. Un’offerta che, tuttavia, è stata respinta dai familiari della giovane, assistiti dall’avvocata Manuela Palombi.

Un altro elemento determinante riguarda la scelta della sede dei domiciliari: la lontananza geografica garantita dall’abitazione veronese è stata ritenuta idonea a scongiurare contatti con la persona offesa o la reiterazione dei reati contestati.

Obbligo di braccialetto elettronico

La concessione della misura casalinga rimane strettamente vincolata all’attivazione del dispositivo elettronico di tracciamento. Il giovane non potrà varcare la soglia della residenza veneta: un eventuale rifiuto o l’ostacolo all’installazione del braccialetto comporterebbero il ripristino immediato della detenzione in carcere. I controlli sulla regolarità della misura saranno svolti dalle forze dell’ordine territorialmente competenti.

Il quadro investigativo
I fatti al centro dell’inchiesta risalgono alla notte dello scorso 5 aprile. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, al termine di una serata nel centro cittadino di Caserta, Luserta avrebbe costretto la giovane a salire a bordo della sua vettura, conducendola in un’area isolata della provincia anziché riaccompagnarla a casa. La persona offesa ha successivamente sposto denuncia per percosse e minacce di morte.

Il procedimento si trova tuttora nella fase delle indagini preliminari: la presunzione di innocenza resta valida fino all’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato.

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