CASTEL VOLTURNO. Pasquale Marrandino ha rassegnato le dimissioni dalla carica di sindaco di Castel Volturno, all’indomani della richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere nell’ambito dell’inchiesta per corruzione che lo vede indagato.
Ad annunciarlo è stato lo stesso ormai ex primo cittadino con un lungo messaggio pubblicato sui social, nel quale ha spiegato le ragioni della sua scelta.
«Pochi minuti fa ho rassegnato le mie dimissioni dalla carica di Sindaco di Castel Volturno. È stato l’atto più doloroso della mia vita. L’ho fatto con il cuore a pezzi, ma con la serenità di chi sa di aver anteposto, ancora una volta, il bene della propria famiglia e il rispetto delle istituzioni a qualsiasi interesse personale».
Marrandino ricorda che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e sottolinea come la richiesta di arresto non rappresenti una condanna: «Ieri mi è stata notificata la fissazione dell’interrogatorio di garanzia, a seguito della richiesta della Procura di applicare nei miei confronti l’arresto in carcere. Voglio che tutti comprendano bene una cosa: questa non è una condanna. Non esiste una sentenza. Non esiste un processo concluso. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e, come prevede il nostro ordinamento, sarà un giudice ad ascoltare anche le mie ragioni e a valutare ogni elemento».
L’ex sindaco ribadisce inoltre la propria fiducia nelle istituzioni: «Ho sempre avuto fiducia nella magistratura e continuo ad averla oggi. Ho rispetto per il lavoro della Procura, per il ruolo dei magistrati e per quello dei giudici. Proprio perché credo nello Stato e nelle sue istituzioni, affronterò questo percorso nelle sedi competenti, con rispetto, con serenità e con la convinzione che ogni persona debba essere giudicata soltanto sulla base dei fatti e delle prove, al termine del percorso previsto dalla legge».
Spiegando la scelta delle dimissioni, Marrandino scrive: «Nessuno me l’ha chiesta. Nessuno me l’ha imposta. È una scelta che nasce esclusivamente da me. Ho deciso di affrontare questa vicenda da semplice cittadino, senza il peso della fascia tricolore, senza trascinare ulteriormente l’istituzione comunale e senza continuare a far pagare alla mia famiglia il prezzo di una battaglia che ormai ha travolto ogni aspetto della mia vita. Voglio presentarmi all’interrogatorio come un cittadino che esercita il proprio diritto di difendersi».
Nel messaggio trova spazio anche un riferimento alla famiglia: «C’è un limite oltre il quale non è più giusto chiedere sacrifici alle persone che ami. Quel limite, per me, è arrivato. La mia famiglia non merita tutto questo. I miei figli non meritano tutto questo».
Ripercorrendo gli ultimi undici anni trascorsi nell’amministrazione cittadina, prima come esponente dell’associazionismo, poi come assessore e infine come sindaco, Marrandino afferma: «Ho sacrificato il mio lavoro, la mia tranquillità, la mia salute, gli affetti e perfino me stesso, perché credevo che questa città meritasse una possibilità diversa. Fare il Sindaco di Castel Volturno non è un lavoro. È una missione».
L’ex primo cittadino sostiene inoltre che «le indagini hanno avuto origine da denunce e segnalazioni che si inseriscono in una lunga e aspra contrapposizione politica che questa città conosce bene», precisando però che «le mie ragioni le farò valere davanti ai giudici, nel luogo giusto, con serenità e con il massimo rispetto delle istituzioni».
Infine annuncia la conclusione definitiva della sua esperienza politica: «Oggi è arrivato il momento di scegliere me stesso. Non è paura. Non è rassegnazione. Non è una resa. È la consapevolezza che nessun incarico vale la serenità della propria famiglia. Per questo la mia esperienza politica termina qui. È una decisione definitiva. Voglio tornare ad essere semplicemente un uomo e, soprattutto, un padre».
Il messaggio si chiude con un ringraziamento alla squadra amministrativa, ai dipendenti comunali, alle forze dell’ordine, ai volontari e ai cittadini, ribadendo ancora una volta la fiducia nella magistratura: «Il resto lo affido alla magistratura, nella quale continuo ad avere piena fiducia, e al tempo, che è l’unico capace di restituire ad ogni vicenda la sua giusta verità. A Castel Volturno ho dato undici anni della mia vita. Castel Volturno resterà per sempre nel mio cuore. Grazie. Di tutto. Per sempre».