SAN FELICE A CANCELLO/SAN FELICE A CANCELLO. L’inchiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord che ha coinvolto Antonio Di Puorto, dipendente del Comune di San Cipriano d’Aversa, tocca di riflesso anche anche il Comune di San Felice a Cancello.
La notizia è emersa ieri, martedì 21 luglio, quando i militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Aversa hanno eseguito nei confronti del funzionario un’ordinanza di sospensione dall’esercizio dei pubblici uffici e dei pubblici servizi, accompagnata da un sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di 356.586,45 euro.
Di Puorto è gravemente indiziato, secondo l’ipotesi formulata dalla Procura, dei reati di peculato e falso ideologico in atto pubblico.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli Nord e condotte dalle Fiamme Gialle aversane, guidate dal comandante Luigi Acanfora, hanno riguardato la gestione contabile e amministrativa di alcuni enti locali presso i quali il dipendente aveva prestato servizio.
Di Puorto, oltre a essere dipendente a tempo pieno del Comune di San Cipriano d’Aversa, avrebbe ricoperto le funzioni di responsabile dell’ufficio finanziario nei Comuni irpini di Flumeri e Rocca San Felice.
Secondo gli investigatori, durante tali incarichi avrebbe predisposto falsi mandati di pagamento relativi a spese di viaggio e trasferte che non sarebbero mai state sostenute nei termini indicati.
I rimborsi sarebbero stati liquidati senza i necessari provvedimenti di impegno e liquidazione della spesa e imputati a capitoli di bilancio destinati ad altre finalità, tra cui quelli relativi alle spese del segretario comunale.
Il presunto meccanismo sarebbe andato avanti per oltre dieci anni e avrebbe consentito al funzionario di percepire indebitamente complessivamente 356.586,45 euro.
Di questi, 342.527,47 euro sarebbero stati sottratti al Comune di Flumeri, mentre altri 14.058,98 euro rappresenterebbero il danno complessivamente contestato ai Comuni di Rocca San Felice e San Cipriano d’Aversa.
La vicenda assume particolare rilevanza anche a San Felice a Cancello, dove Di Puorto era stato chiamato all’inizio dell’anno per dirigere il settore finanziario e la Ragioneria comunale.
L’iter era cominciato il 26 novembre, quando il Comune di San Felice a Cancello aveva chiesto al Comune di San Cipriano d’Aversa l’autorizzazione a utilizzare il funzionario a scavalco.
Di Puorto, dipendente a tempo pieno e indeterminato inquadrato nell’area degli istruttori, era stato autorizzato a prestare servizio presso il Comune sanfeliciano per 18 ore settimanali.
L’incarico era poi diventato operativo nel mese di gennaio, con il funzionario che aveva assunto la direzione della Ragioneria comunale.
L’autorizzazione era stata concessa dal Comune di San Cipriano d’Aversa, amministrato dal sindaco Vincenzo Caterino.
Di Puorto ha diretto il settore finanziario del Comune di San Felice a Cancello fino allo scorso 9 luglio, giorno in cui ha presentato le proprie dimissioni dall’incarico.
La decisione è arrivata meno di due settimane prima che diventasse pubblica la notizia dell’inchiesta e dell’esecuzione del provvedimento cautelare.
Non risultano, al momento, elementi ufficiali che consentano di affermare che le dimissioni siano state determinate dalla conoscenza degli sviluppi investigativi. Resta però la coincidenza temporale tra l’uscita dal Comune sanfeliciano e il successivo intervento della Guardia di Finanza.
Nel provvedimento reso noto dalla Procura non vengono indicate irregolarità o somme sottratte durante il periodo in cui Di Puorto ha prestato servizio a San Felice a Cancello.
Le contestazioni riguardano gli incarichi ricoperti negli altri enti e, in particolare, la gestione dei mandati di pagamento e dei rimborsi nei Comuni di Flumeri, Rocca San Felice e San Cipriano d’Aversa.
Il provvedimento è stato emesso nella fase delle indagini preliminari. Di Puorto ha diritto di impugnarlo nelle forme previste dalla legge e deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.