SAN FELICE A CANCELLO. Approda davanti al giudice per l’udienza preliminare la violenta aggressione subita dall’equipaggio del 118 nella notte del 21 luglio 2024, durante un intervento tra via Crocella Santa e la Circumvallazione, nel centro di San Felice a Cancello.
La Procura ha avanzato una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del ras Michele Migliore, 43 anni, conosciuto con il soprannome di “Catena” (foto), già noto alle forze dell’ordine e all’epoca sottoposto agli arresti domiciliari (come oggi), e di Garcia Morgan Pisaniello, classe 2004, figlio dell’uomo per il quale era stato richiesto l’intervento dell’ambulanza.
L’udienza preliminare davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere è stata fissata per il prossimo 11 di febbraio. Le contestazioni, formulate in concorso, fanno riferimento agli articoli 110, 337 e 583-quater del Codice penale, relativi al concorso di persone nel reato, alla resistenza a pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio e alle lesioni commesse ai danni del personale sanitario durante l’esercizio delle proprie funzioni.
I fatti risalgono a poco prima delle quattro del mattino del 21 luglio 2024, esattamente 2 anni fa. L’equipaggio del 118 era intervenuto presso l’abitazione del padre di Garcia Morgan Pisaniello, un uomo di poco meno di cinquant’anni che lamentava forti dolori addominali e aveva avuto episodi di vomito.
Dopo la prima valutazione, il medico avrebbe ritenuto che non vi fossero elementi tali da far supporre una situazione di immediato pericolo. L’ipotesi formulata sul posto era quella di un disturbo digestivo. Nonostante questo, i familiari avrebbero preteso l’immediato trasferimento dell’uomo in ospedale.
Secondo quanto ricostruito, alcuni dei presenti avrebbero rivolto all’equipaggio anche pesanti minacce: «Avete due minuti di tempo, altrimenti vi buttiamo dal balcone».
Di fronte al clima sempre più teso, il personale sanitario aveva richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Poco dopo erano giunti sul posto i carabinieri.
La situazione sarebbe ulteriormente degenerata durante il trasferimento del paziente dall’abitazione all’ambulanza. I familiari avrebbero infatti preteso di scegliere personalmente l’ospedale nel quale condurre l’uomo, contestando la prima indicazione fornita dall’equipaggio.
In quei momenti uno dei sanitari sarebbe stato strattonato e inseguito. Ad avere la peggio fu il medico del 118, che sarebbe stato raggiunto da alcuni pugni mentre stava svolgendo il proprio servizio.
Nell’aggressione rimasero coinvolti anche l’infermiere e l’autista dell’ambulanza. Secondo la ricostruzione accusatoria, a scaldarsi particolarmente sarebbe stato proprio Garcia Morgan Pisaniello.
I carabinieri presenti riuscirono infine a riportare la calma e a consentire all’equipaggio di completare l’intervento.
Il padre di Pisaniello fu comunque trasportato in ospedale e sottoposto agli accertamenti del caso. La diagnosi formulata dal medico durante il primo intervento sarebbe stata successivamente confermata anche dai sanitari del presidio ospedaliero.
Dopo l’aggressione, il medico oggi 38enne si è rivolto a un avvocato penalista , che assiste la parte lesa e ha presentato la querela dalla quale è scaturito il procedimento.
Nel corso dell’udienza preliminare dovrà essere valutata la richiesta della Procura. Spetterà al giudice stabilire se disporre il rinvio a giudizio dei due indagati oppure adottare una diversa decisione. Per entrambi resta valido il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.