Dal Casertano per svaligiare case: 5 nei guai dopo il blitz dei carabinieri

CASERTA. Secondo gli investigatori, partivano periodicamente dalle province di Caserta e Napoli per raggiungere il Nord Est, dove avrebbero messo a segno una serie di furti nelle abitazioni. La loro presunta organizzazione è stata scoperta dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Latisana che, insieme ai militari della Compagnia di Cento, hanno eseguito una perquisizione in un casolare situato nel Ferrarese, ritenuto la base logistica del gruppo.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Udine, nasce dagli accertamenti su numerosi colpi messi a segno tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026 nelle province del Friuli Venezia Giulia, con possibili collegamenti anche ad altri episodi avvenuti nel Veneto.

Durante l’intervento dei militari, cinque uomini hanno tentato di dileguarsi attraverso i terreni circostanti il casolare, ma sono stati rapidamente raggiunti e identificati. Si tratta di cinque cittadini serbi domiciliati tra le province di Caserta e Napoli, tutti già conosciuti dalle forze dell’ordine. Nei loro confronti è scattata la denuncia, a vario titolo, per furto in abitazione, ricettazione e riciclaggio. Le accuse restano comunque al vaglio dell’autorità giudiziaria e dovranno essere confermate nelle successive fasi del procedimento.

Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati numerosi strumenti utilizzati per le effrazioni, circa cinquemila euro in contanti, tre coppie di targhe contraffatte, decine di gioielli e ben 48 orologi di valore, sui quali sono in corso verifiche per risalire ai legittimi proprietari.

Particolare attenzione è stata riservata anche al veicolo impiegato dal gruppo: un Suv di produzione tedesca, risultato rubato, equipaggiato con lampeggiante blu, sirena e una paletta simile a quella in dotazione alle forze di polizia. Secondo gli inquirenti, questi dispositivi sarebbero stati utilizzati per muoversi più rapidamente nel traffico e facilitare un’eventuale fuga dopo i colpi.

Le indagini hanno inoltre consentito di ricostruire il presunto modus operandi della banda. Gli indagati avrebbero raggiunto il Ferrarese ogni due settimane, trovando ospitalità presso alcuni connazionali, per poi partire quotidianamente verso le province del Friuli Venezia Giulia e del Veneto dove avrebbero consumato i furti, facendo ritorno ogni sera nella base d’appoggio.

Le attività investigative proseguono per verificare eventuali responsabilità in altri episodi e identificare i proprietari della refurtiva recuperata, così da procedere alla restituzione dei beni. Resta fermo il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

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