Il Comune aumenta la tassa di soggiorno: albergatori sul piede di guerra

Caserta. Federalberghi Confcommercio Caserta ha inviato una nota al Comune per chiedere chiarimenti sulle modifiche al regolamento dell’imposta di soggiorno, approvate con la delibera numero 16 del 9 luglio.

Al centro delle contestazioni c’è la decisione di aumentare gli importi della tassa già a partire dal prossimo mese di settembre. Una scelta che, secondo l’associazione di categoria, sarebbe stata assunta senza un adeguato confronto con gli operatori del comparto turistico e ricettivo.

«Si tratta di una decisione inaccettabile, assunta in modo unilaterale dalla commissione straordinaria del Comune senza consultare i diretti interessati», dichiara Sebastiano Simone, presidente di Federalberghi Confcommercio Caserta.

L’associazione chiede pertanto la convocazione immediata del Tavolo del Turismo, affinché il provvedimento venga discusso con tutte le parti coinvolte. La proposta avanzata dagli albergatori è quella di far entrare in vigore gli eventuali aumenti non prima del primo gennaio 2027, subordinandoli al confronto e all’approvazione dei soggetti che compongono il Tavolo.

Una delle principali criticità riguarda le tempistiche. Le strutture ricettive, infatti, programmano con largo anticipo offerte, pacchetti turistici e accordi commerciali con agenzie di viaggio e tour operator. L’introduzione di nuove tariffe nel corso della stagione rischierebbe quindi di incidere su contratti e prenotazioni già definiti, difficilmente modificabili in corso d’opera.

Federalberghi punta il dito anche contro la carenza di servizi destinati al comparto turistico, richiamando in particolare la mancata riapertura dei parcheggi di piazza Carlo III e di via Vittorio Veneto.

«Le strutture ricettive non sono mucche da mungere», aggiunge Simone. «Si continua a chiedere agli operatori del settore di far fronte a disagi dei quali non sono responsabili e si impongono continuamente nuovi sacrifici senza offrire in cambio alcun servizio. Non è più possibile continuare su questa strada. Urge un cambio di rotta».

Sulla vicenda interviene anche Onorato Damiano, responsabile del settore extralberghiero di Confcommercio. Pur riconoscendo che la normativa consente all’Ente di modificare gli importi dell’imposta, Damiano contesta l’assenza di comunicazione e trasparenza.

«Sarebbe stato corretto almeno spiegare ai diretti interessati le ragioni di questo incremento», sottolinea. «Siamo ancora in attesa di conoscere l’importo effettivo delle somme incassate attraverso l’imposta di soggiorno nel 2025 e, soprattutto, di sapere come siano stati utilizzati quei fondi».

Gli operatori chiedono dunque non soltanto il rinvio degli aumenti, ma anche un confronto stabile con l’amministrazione comunale e una rendicontazione chiara delle risorse provenienti dall’imposta di soggiorno.

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