CAPUA. Si è concluso con l’assoluzione di tutti gli imputati il procedimento giudiziario relativo alla presunta corruzione negli appalti del Cira di Capua. La decisione è stata pronunciata dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere dopo che il collegio giudicante aveva ritenuto inutilizzabili le intercettazioni telefoniche su cui si fondava una parte rilevante dell’impianto accusatorio.
La sentenza è stata emessa dal collegio presieduto dal giudice Rosetta Stravino, che ha assolto Sergio Orsi, Carlo Russo, Vincenzo Filomena, Antonio Fago, Adolfo Orsi, Francesco Pirozzi, Salvatore Orsi, Felice Ciervo, Francesco Ciervo, l’ex assessore del Comune di Trentola Ducenta Amedeo Grassia e Fiore Di Palma.
L’esito del processo è arrivato dopo la decisione dei giudici di accogliere l’eccezione presentata dalle difese riguardo all’inutilizzabilità delle intercettazioni. Le conversazioni erano state autorizzate nell’ambito di un diverso procedimento investigativo nato dalle dichiarazioni dell’ex assessore Luigi Cassandra, divenuto collaboratore di giustizia.
La questione era già stata affrontata nelle precedenti fasi processuali. Sia il Tribunale del Riesame sia la Corte di Cassazione avevano infatti dichiarato la nullità del materiale captato, ritenendo che non potesse essere utilizzato nel procedimento in corso. Venuta meno una parte significativa degli elementi probatori, il dibattimento si è concluso con l’assoluzione di tutti gli imputati.
Nel collegio difensivo hanno operato gli avvocati Mario Griffo, Caterina Migliaccio, Renato Jappelli, Giuseppe Vitiello e Maurizio Noviello.
L’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia ipotizzava un sistema corruttivo legato agli appalti del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali. Secondo l’accusa, l’imprenditore Sergio Orsi avrebbe promesso denaro a Carlo Russo e Vincenzo Filomena, dipendenti del Cira incaricati di seguire le procedure di gara, in cambio dell’invito alle gare di imprese da lui indicate. L’obiettivo, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato quello di favorire l’aggiudicazione degli appalti a società riconducibili allo stesso gruppo imprenditoriale.
Con la pronuncia del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere si chiude così il procedimento penale, segnato dalla decisiva esclusione delle intercettazioni considerate inutilizzabili.