San Felice a Cancello. L’ex sindaco Giovanni Ferrara, oggi esponente provinciale di Noi di Centro, interviene con una dura nota nei confronti dell’Amministrazione comunale, contestando il manifesto con cui il Comune celebra le oltre 1.600 famiglie beneficiarie del Bonus TARI 2026.
Secondo Ferrara, il beneficio non sarebbe il risultato di una scelta politica dell’Ente locale, bensì l’applicazione automatica di una misura nazionale.
«Il cosiddetto Bonus TARI – afferma Ferrara – è il Bonus Sociale Rifiuti, disciplinato da ARERA e riconosciuto automaticamente attraverso il sistema nazionale SGATE ai cittadini che possiedono i requisiti previsti dalla legge. Non c’è alcuna domanda da presentare e non esiste alcuna discrezionalità da parte del Comune. Per questo motivo è fuorviante presentarlo come un successo politico dell’Amministrazione».
L’ex primo cittadino sostiene che attribuirsi il merito del bonus equivalga «a rivendicare come risultato del Comune prestazioni che dipendono esclusivamente dallo Stato», richiamando come esempio l’Assegno di Inclusione e l’Assegno Unico.
Ferrara invita quindi l’Amministrazione a concentrare l’attenzione su questioni che, a suo giudizio, rientrano realmente nelle competenze del Comune.
«Se si vuole parlare di meriti amministrativi – dichiara – si spieghi ai cittadini se è stata svolta una nuova gara d’appalto capace di ridurre concretamente i costi del servizio rifiuti e, di conseguenza, la tariffa TARI. Se esistono risultati, vengano illustrati con dati e numeri; altrimenti la propaganda non basta».
L’affondo più deciso riguarda però la tassazione dei terreni ricadenti nelle cosiddette “zone rosse”.
«Continua a essere applicata l’IMU come se quei terreni fossero edificabili – sostiene Ferrara – quando, nella realtà, i vincoli esistenti impediscono qualsiasi possibilità di costruzione. Correggere questa situazione è una scelta politica che dipende esclusivamente dal Comune e che, fino a oggi, non è stata affrontata».
Per l’esponente di Noi di Centro, proprio questa rappresenterebbe una delle principali priorità dell’Amministrazione.
«Restituire equità fiscale a chi possiede terreni sui quali non è possibile edificare significherebbe dimostrare concretamente vicinanza ai cittadini. È su decisioni come questa che si misura l’azione amministrativa, non sull’attribuzione di meriti per provvedimenti decisi a livello nazionale».
Ferrara conclude chiedendo «maggiore trasparenza nei confronti dei cittadini» e ribadendo che «i manifesti istituzionali non dovrebbero trasformare un automatismo previsto dalla legge in un presunto successo politico». Chiude infine con una citazione ironica di Totò: «Ma mi faccia il piacere!».