SANTA MARIA CAPUA VETERE . Un intervento chirurgico alla spalla che, secondo l’accusa, anziché risolvere il problema avrebbe provocato un danno permanente. È questa la vicenda che vede come parte offesa C.R., paziente di Santa Maria Capua Vetere, assistita dagli avvocati G. e R. C., al centro dell’inchiesta della Procura sammaritana.
Il sostituto procuratore G.U., conclusa la fase delle indagini preliminari, ha firmato il decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di due ortopedici della clinica Villa del Sole di Caserta. L’udienza predibattimentale è stata fissata per il 3 marzo 2027 davanti al giudice monocratico del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
Sul banco degli imputati siederanno G.M., 57 anni, difeso dall’avvocato A.M., e C.A., 65 anni, assistito dall’avvocato D.M.. Entrambi sono accusati di lesioni personali colpose nell’esercizio della professione sanitaria, ipotesi prevista dall’articolo 590-sexies del Codice penale.
Secondo l’impostazione accusatoria, i fatti risalgono al 25 luglio 2022, quando la paziente venne sottoposta a un intervento di riduzione e osteosintesi con fili di Kirschner alla spalla sinistra. Per la Procura, i due medici avrebbero preso in considerazione esclusivamente la lesione ossea, trascurando invece quella capsulo-legamentosa, senza eseguire preventivamente esami diagnostici ritenuti indispensabili, come TAC e radiografie.
Sempre secondo l’accusa, questa condotta avrebbe causato alla donna un danno biologico permanente, compromettendo in maniera definitiva il recupero funzionale della spalla. Ai sanitari vengono contestati profili di imprudenza, negligenza e imperizia. Sarà ora il processo ad accertare eventuali responsabilità.
La vicenda si inserisce in un contesto già noto alle aule giudiziarie. La clinica Villa del Sole è infatti coinvolta anche in un altro procedimento penale relativo ai casi di A.I. e F.D.V., nel quale è imputato il chirurgo S.C. per ipotesi di omicidio colposo, lesioni colpose gravissime e falso. In quel processo la struttura sanitaria è stata citata come responsabile civile.
Si tratta, tuttavia, di due procedimenti distinti. Per G.M. e C.A. resta pienamente valida la presunzione di innocenza: sarà il dibattimento a stabilire se vi siano state o meno responsabilità nella gestione dell’intervento chirurgico.