MARCIANISE. I carabinieri della Stazione di Marcianise hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di Caterina Iuliano, moglie di Giovanni Buonanno, conosciuto come “Gnucchino jr”, ex appartenente al clan Belforte e successivamente divenuto collaboratore di giustizia. Il provvedimento è stato emesso dopo che la condanna nei confronti della donna è diventata definitiva.
Iuliano dovrà espiare una pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione per reati legati agli stupefacenti. Gran parte della condanna è stata già scontata agli arresti domiciliari e, secondo quanto emerso, restano soltanto pochi mesi da trascorrere in carcere. Al termine delle formalità di rito, i militari dell’Arma l’hanno accompagnata presso l’istituto penitenziario competente. La donna è difesa dall’avvocato Angelo Raucci.
Il suo coinvolgimento risale all’inchiesta condotta dai carabinieri di Marcianise su una presunta organizzazione dedita allo spaccio di droga operante nel territorio cittadino, ma con ramificazioni anche nel Nord Italia, in particolare nell’area milanese. Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo sarebbe stato guidato proprio da Giovanni Buonanno.
Gli inquirenti hanno contestato a Caterina Iuliano un ruolo di sostegno all’organizzazione. In base all’accusa, avrebbe fornito informazioni utili sull’attività del gruppo e sui controlli delle forze dell’ordine, fungendo inoltre da intermediaria nelle comunicazioni tra alcuni affiliati e recuperando, in determinate circostanze, il denaro proveniente dalla vendita degli stupefacenti.
Con il passaggio in giudicato della sentenza si conclude così il suo iter processuale. Nel frattempo la donna avrebbe anche lasciato il programma di protezione collegato alla collaborazione con la giustizia del marito. Ora dovrà scontare in carcere la parte residua della pena.
L’indagine, sfociata nel blitz dell’aprile 2023, aveva coinvolto complessivamente 28 persone, ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e di numerosi episodi di detenzione e cessione di droga. Le investigazioni, sviluppate tra il 2017 e il 2021 attraverso intercettazioni, servizi di osservazione, pedinamenti e riscontri investigativi, avrebbero consentito agli investigatori di ricostruire la struttura dell’organizzazione, individuandone i componenti, i rispettivi ruoli e le modalità operative.