Estorsioni della nuova cellula, verdetto per i fedelissimi del boss

Grazzanise/Casal di Principe. Nel processo celebrato con rito ordinario davanti alla seconda sezione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere sono arrivate le condanne nei confronti di due imputati ritenuti vicini al boss Antonio Mezzero. I giudici, presieduti da Rosetta Stravino, hanno riconosciuto la responsabilità degli imputati per episodi di estorsione consumata e tentata, escludendo però l’aggravante del metodo mafioso contestata dalla Direzione distrettuale antimafia.

 

La pena complessiva è stata di dieci anni di reclusione, così ripartita: sei anni di carcere e una multa di 1.500 euro per Vincenzo Addario, mentre Giuseppe Diana è stato condannato a quattro anni di reclusione e al pagamento di una multa di 1.000 euro. Addario è stato invece assolto dall’accusa relativa alla presunta gestione di una bisca clandestina, con la formula “per non aver commesso il fatto”.

 

Il collegio giudicante ha inoltre concesso a entrambi le attenuanti generiche. Per Addario è stata disposta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, mentre per Diana l’interdizione avrà durata di cinque anni. Quest’ultimo dovrà inoltre risarcire con 5mila euro le associazioni costituite parte civile.

 

Nel corso della requisitoria il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, Vincenzo Ranieri, aveva chiesto pene più severe: dieci anni di reclusione e 20mila euro di multa per Addario, oltre a quattro anni e dieci mesi di carcere e 10mila euro di multa per Diana.

 

L’inchiesta nasce dall’operazione eseguita nell’ottobre 2024 dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta. Nell’indagine erano coinvolte complessivamente tredici persone, compreso Mezzero, che per la propria posizione aveva scelto di essere giudicato con rito abbreviato.

 

Secondo gli investigatori, le attività svolte tra settembre 2022 e giugno 2023 avrebbero documentato il tentativo di ricostituire una nuova articolazione del clan dei Casalesi in diversi comuni della provincia di Caserta, tra cui Grazzanise, Santa Maria La Fossa, Vitulazio, Capua, San Tammaro, Santa Maria Capua Vetere e Casal di Principe. Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato la disponibilità di armi da parte del gruppo criminale e il ruolo di Mezzero, tornato in libertà nel luglio 2022 dopo una lunga detenzione, nel tentativo di riorganizzare il sodalizio nonostante le misure di prevenzione a cui era sottoposto.

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