
Parete. È diventata definitiva anche in secondo grado la condanna all’ergastolo nei confronti di Armando Ortodosso, il pensionato di 76 anni che il 14 aprile 2024 uccise a colpi di pistola Sebastiano Tessitore, 60 anni, al termine di una violenta lite scoppiata all’interno di un complesso residenziale di via 2 Agosto, a Parete.
La Quinta Sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha confermato integralmente la sentenza emessa in primo grado, respingendo il ricorso presentato dalla difesa dell’imputato. Ortodosso, che aveva ammesso le proprie responsabilità fin dalle prime fasi delle indagini, aveva chiesto una revisione della condanna contestando la presenza dell’aggravante dei futili motivi e chiedendo il riconoscimento delle attenuanti generiche.
Richieste alle quali si sono opposti sia la Procura Generale sia il legale che assiste i familiari della vittima, sostenendo la correttezza della decisione già assunta in primo grado. La Corte ha condiviso questa impostazione, confermando la pena dell’ergastolo.
L’omicidio maturò per una banale controversia legata all’utilizzo di un posto auto condominiale. Secondo quanto ricostruito durante il processo, dopo un acceso confronto con Tessitore, Ortodosso sarebbe rientrato nella propria abitazione per prendere una pistola. Successivamente avrebbe raggiunto il 60enne nei garage dello stabile, dove gli sparò cinque colpi a distanza ravvicinata, uccidendolo sul posto.
Le indagini hanno potuto contare anche su un elemento investigativo decisivo: le immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza installato nell’area dei garage. I filmati hanno consentito agli inquirenti di ricostruire con precisione le fasi dell’omicidio e sono stati acquisiti agli atti del procedimento, contribuendo in maniera determinante alla ricostruzione dei fatti.
Con la pronuncia della Corte d’Assise d’Appello viene dunque confermata la massima pena per il pensionato, chiudendo anche il giudizio di secondo grado sulla tragedia che sconvolse la comunità di Parete.

