Lottizzazione abusiva da 30 milioni, 15 indagati

 

Teverola. Sono quindici le persone iscritte nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli Nord sulla presunta lottizzazione abusiva realizzata in località Madama Vincenza, a Teverola. Nella giornata odierna i carabinieri hanno eseguito il decreto di sequestro preventivo disposto dal gip Dario Berrino, che riguarda complessivamente 162 unità immobiliari.

 

L’indagine coinvolge professionisti, funzionari comunali, imprenditori e il proprietario dell’area interessata dagli interventi edilizi. Tra gli indagati figurano i tecnici Gennaro Pitocchi, 68 anni di Aversa, Cristina Morra, 35 anni di Teverola, e Salvatore Lusini, 35 anni di Teverola. Sotto inchiesta anche i dirigenti dell’Ufficio Tecnico comunale Davide Vargas e Alessandro Pisani, oltre al proprietario dei terreni Pasquale Schiavone, 82 anni.

 

Nel fascicolo della Procura compaiono inoltre Angelo Morra, legale rappresentante della Delfi; Leandro Badile della Liburia Costruzioni; Michele Braco della Immobiliare Domini; Luigi Franzese della TF Costruzioni; Gabriele Costanzo, consigliere comunale di Trentola Ducenta e rappresentante legale della Gama Srl; Nicola Grassia della Edil Grassia Società Cooperativa; Maria Letizia Corvino e Beniamino De Floris della DF Costruzioni; Carmela Oliva della Edil Costructa.

 

Secondo gli investigatori, gli indagati avrebbero concorso alla realizzazione di una lottizzazione abusiva attraverso il rilascio e l’utilizzo di permessi di costruire ritenuti non conformi alla normativa urbanistica vigente.

 

L’ipotesi accusatoria evidenzia che diversi progetti avrebbero consentito di destinare ad abitazione i piani sottotetto, trasformandoli di fatto in ulteriori livelli residenziali, nonostante le Norme Tecniche di Attuazione prevedano per tali spazi una funzione esclusivamente accessoria.

 

Tra gli aspetti contestati figura anche l’applicazione del bonus volumetrico previsto dalla normativa regionale. Per la Procura tale incentivo sarebbe stato utilizzato per edificazioni di nuova realizzazione anziché su immobili già esistenti, determinando incrementi di cubatura ritenuti illegittimi e quantificati in centinaia di metri cubi aggiuntivi.

 

Gli inquirenti ritengono che l’insieme degli interventi abbia trasformato in maniera stabile un’area di oltre 20 mila metri quadrati, originariamente in gran parte priva di urbanizzazione. Il terreno sarebbe stato suddiviso in otto lotti, corredati da strade, illuminazione pubblica, reti idriche, fognarie ed elettriche, configurando, secondo l’accusa, una lottizzazione abusiva di tipo misto. Le contestazioni dovranno ora essere vagliate nel prosieguo dell’iter giudiziario, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza degli indagati.

Un click e sei sempre informato! Iscriviti al nostro canale WhatsApp per ricevere le news più importanti. Premi qui ed entra!

Exit mobile version