Archeologa casertana riporta alla luce tracce di una città medievale

 

Pietramelara. La terra restituisce le tracce di un passato rimasto sepolto per oltre due secoli. Riprende la campagna di scavo presso la Rocca di Castelmonardo, antico insediamento medievale distrutto dal devastante terremoto del 1783, con un programma di ricerca destinato ad approfondire la conoscenza dell’assetto urbano, delle fortificazioni e della vita quotidiana dell’antico abitato.

 

A dirigere le operazioni sul campo è Assunta Campi, archeologa originaria di Pietramelara, specializzata in Archeologia e Antropologia Forense. Considerata una delle giovani studiose più promettenti del panorama nazionale, Campi coordina un’équipe impegnata in un’indagine stratigrafica che affianca alle metodologie tradizionali gli strumenti più avanzati della ricerca archeologica.

 

Il profilo scientifico della ricercatrice ha recentemente trovato autorevole riconoscimento in occasione della 4th MERC Postgraduate and Early Career Conference in Archaeology, svoltasi a Barcellona, dove ha presentato uno studio dedicato alle ceramiche dipinte “a bande” rinvenute nel sito di Castelmonardo. Un contributo accolto con interesse dalla comunità accademica internazionale, capace di valorizzare il ruolo dell’insediamento calabrese nel quadro delle dinamiche culturali ed economiche del Mediterraneo medievale.

 

La nuova campagna è iniziata con la bonifica dell’area e con i primi saggi esplorativi, destinati a orientare l’evoluzione delle indagini secondo le evidenze che emergeranno dal terreno. Un approccio che consente di adattare costantemente il lavoro di ricerca alla complessità della stratificazione archeologica.

 

L’iniziativa si sviluppa sotto la direzione scientifica del professor Carlo Citter, docente dell’Università di Siena e tra i massimi esperti europei di archeologia medievale. L’obiettivo non si limita alla documentazione scientifica del sito: il progetto punta infatti alla realizzazione di un parco archeologico permanente, capace di coniugare ricerca, tutela e divulgazione, trasformando Castelmonardo in un polo culturale di riferimento per l’intero Mezzogiorno.

 

La valorizzazione dell’antica città medievale rappresenta una concreta opportunità di rilancio per il territorio. Restituire alla collettività un luogo cancellato dal sisma significa ricomporre una memoria storica frammentata e affidare al patrimonio culturale una funzione strategica per lo sviluppo turistico, economico e sociale della comunità.

 

Ogni struttura riportata alla luce, ogni reperto recuperato, contribuisce così a ricostruire la fisionomia di una città perduta, confermando Castelmonardo come uno dei più significativi cantieri di archeologia medievale oggi attivi nel Mezzogiorno d’Italia.

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