Matrimoni fittizi per ottenere la cittadinanza, tre assoluzioni

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Marcianise. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha assolto Pasquale Merola, Giovanni Moretta e Giuseppe Nasta, tutti originari di Marcianise, imputati nell’ambito di un procedimento relativo a una presunta organizzazione di matrimoni fittizi finalizzati all’ottenimento della cittadinanza italiana.

Diversa la posizione di D.C.G. , ex barista residente a Capodrise, per la quale il giudizio è stato trattato separatamente. Secondo l’ipotesi accusatoria, la donna avrebbe tentato di ottenere la cittadinanza attraverso un matrimonio simulato, versando circa 4mila euro a uno degli imputati. La ricerca dello sposo compiacente sarebbe stata effettuata da un intermediario incaricato dalla stessa donna.

Determinante per l’esito del processo è stata la dichiarazione di inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte nel 2019 dai militari nell’ambito di un diverso procedimento penale legato a reati in materia di stupefacenti. Il Tribunale ha applicato il principio sancito dalla Corte di Cassazione con la nota sentenza “Cavallo”, secondo cui tali intercettazioni non possono essere utilizzate in procedimenti differenti in assenza dei presupposti previsti dalla legge. Il venir meno di quello che costituiva il principale impianto probatorio ha portato all’assoluzione dei tre imputati, circostanza evidenziata nel corso del dibattimento anche dalla pubblica accusa. Pasquale Merola, Giovanni Moretta e Giuseppe Nasta erano assistiti dagli avvocati Mirella Baldascino, Angelo Librace e Mariano Omarto.

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