Caserta. Una complessa indagine della Procura della Repubblica di Verona ha acceso i riflettori su due fratelli originari della provincia di Caserta, ritenuti figure centrali in un’inchiesta che ipotizza reati di tentata estorsione, riciclaggio e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.
L’attività investigativa, condotta dalla Squadra Mobile di Verona con il supporto degli uffici territoriali della Polizia di Stato, ha portato alla notifica di sei avvisi di garanzia e all’esecuzione di diverse perquisizioni in aziende e sedi operative distribuite sul territorio nazionale, compresa la provincia di Caserta.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nel 2023 gli indagati avrebbero preso parte all’acquisizione di una società attiva nel settore della logistica e dei servizi alle imprese con sede legale a Padova. In quella fase sarebbe stato versato un consistente anticipo in denaro contante.
Gli inquirenti sostengono che, pur senza ricoprire incarichi ufficiali all’interno della società, i due fratelli casertani avrebbero successivamente recuperato la somma versata ottenendo pagamenti maggiorati attraverso fatture emesse da imprese a loro riconducibili. Tra le società finite sotto la lente degli investigatori ve ne sarebbe una con sede nel Veronese e un’altra operante nel Casertano.
La svolta nelle indagini sarebbe arrivata nel novembre 2025, quando un imprenditore veronese ha denunciato alle forze dell’ordine presunte pressioni e richieste economiche ritenute indebite.
Secondo l’accusa, i due fratelli avrebbero cercato di entrare in una nuova iniziativa imprenditoriale promossa dall’imprenditore. Dopo il rifiuto ricevuto, avrebbero avanzato richieste di denaro che la presunta vittima avrebbe considerato ingiustificate.
Le tensioni sarebbero poi sfociate, secondo la ricostruzione investigativa, in episodi intimidatori culminati nei primi mesi del 2026 con un’incursione presso la sede dell’azienda veronese. Alcuni soggetti ritenuti vicini ai fratelli avrebbero fatto irruzione nella struttura provocando l’attivazione del sistema di sicurezza e l’intervento dei Vigili del Fuoco.
Gli accertamenti proseguono per ricostruire i movimenti finanziari e verificare eventuali ulteriori responsabilità nell’ambito del presunto sistema contestato dalla Procura scaligera.