Corruzione, politico svela accordo ai magistrati: giro di bonifici all’ex sindaco per la casa

 

Caserta. Un presunto accordo corruttivo stretto attorno all’appalto per il conferimento delle terre e rocce da scavo dell’Alta Velocità Napoli-Bari e una serie di movimenti finanziari che, secondo gli investigatori, potrebbero rappresentarne la traccia economica. Sono questi gli elementi al centro dell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere che ha portato a perquisizioni e accertamenti nei confronti dell’ex sindaco di Caserta Carlo Marino, dell’imprenditore Antonio Luserta e dell’avvocato Vincenzo Iorio.

 

Tra i punti ritenuti centrali dagli inquirenti – e riportati oggi da Il Mattino – figurano le dichiarazioni rese dall’ex consigliere comunale Paolo Marzo. Secondo quanto emerge dagli atti, sarebbe stato proprio lui a raccontare ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Aversa di aver assistito personalmente all’incontro durante il quale sarebbe stato raggiunto l’accordo tra l’allora primo cittadino e l’imprenditore. Una versione che gli investigatori considerano particolarmente rilevante perché proveniente da una persona che avrebbe assistito direttamente ai fatti descritti.

 

Le dichiarazioni di Paolo Marzo sarebbero state successivamente confermate anche dal fratello Massimiliano, già assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Caserta, ascoltato nel corso delle attività investigative.

 

L’altro filone dell’indagine riguarda il percorso seguito dal denaro. Secondo la ricostruzione della Procura, dopo l’avvio dei conferimenti nella cava Santa Lucia, la società riconducibile a Luserta avrebbe ricevuto da Rfi pagamenti per oltre 9,5 milioni di euro. In parallelo sarebbero stati effettuati versamenti a favore dell’avvocato Vincenzo Iorio per oltre 530 mila euro.

 

Gli investigatori ipotizzano quindi una successiva redistribuzione delle somme. Attraverso la propria attività professionale, Iorio avrebbe trasferito circa 115 mila euro alla ditta individuale riconducibile a Carlo Marino e ulteriori 87 mila euro a una società intestata alla figlia dell’ex sindaco, che non risulta indagata.

 

Proprio quest’ultimo passaggio rappresenta uno degli aspetti su cui si stanno concentrando gli approfondimenti investigativi. Secondo gli atti, parte delle somme finite nella disponibilità della società sarebbe stata utilizzata per l’acquisto di un’abitazione a Caserta. Un elemento che la Procura considera significativo nell’ambito della ricostruzione dei flussi finanziari contestati.

 

Le accuse restano al momento tutte da verificare nel corso del procedimento. Marino e Iorio hanno già chiesto di essere ascoltati dai magistrati per fornire la propria versione dei fatti prima delle eventuali successive determinazioni dell’autorità giudiziaria.

Un click e sei sempre informato! Iscriviti al nostro canale WhatsApp per ricevere le news più importanti. Premi qui ed entra!

Exit mobile version