CANCELLO ED ARNONE. Si è chiuso con un esito decisamente favorevole per gli imputati il procedimento giudiziario nato da una controversia riguardante un alloggio popolare situato in via Roma.
Davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere sono comparsi Ferdinando De Rosa e Assunta Viglione, finiti sotto processo a seguito di un’inchiesta avviata dopo alcune denunce presentate nel 2019.
Secondo la ricostruzione formulata inizialmente dalla Procura sammaritana, i due avrebbero messo in atto comportamenti ritenuti intimidatori nei confronti della persona offesa, con l’obiettivo di ottenere la disponibilità dell’abitazione e di convincerla a ritirare le segnalazioni presentate alle autorità.
Le accuse contestate comprendevano reati particolarmente rilevanti, tra cui estorsione continuata, tentata estorsione, minacce aggravate e occupazione arbitraria di immobile. Tuttavia, nel corso del dibattimento celebrato davanti al giudice della Terza Sezione Penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dottoressa Crisci, il quadro accusatorio è stato profondamente rivisto.
L’elemento più significativo della sentenza riguarda proprio l’esclusione del reato di estorsione, considerato il fulcro dell’impostazione accusatoria sviluppata nella fase investigativa. Una decisione che ha determinato un sostanziale ridimensionamento delle contestazioni inizialmente formulate dagli inquirenti.
Per alcuni degli altri capi d’imputazione contestati dalla Procura è inoltre intervenuta la prescrizione, contribuendo ulteriormente a modificare l’impianto accusatorio originario.
La conclusione del processo rappresenta dunque un risultato importante per la difesa degli imputati. Ferdinando De Rosa e Assunta Viglione sono stati assistiti dagli avvocati Cipriano Di Tella ed Eliana Gilda Diana, che durante il procedimento hanno sostenuto l’insussistenza delle accuse più gravi contestate ai propri assistiti.
La sentenza mette così la parola fine a una vicenda giudiziaria iniziata diversi anni fa e caratterizzata da un lungo iter processuale, conclusosi con un esito molto diverso rispetto alle ipotesi accusatorie formulate all’avvio dell’inchiesta.