I segreti del giro a luci rosse del Casertano nei telefonini delle escort: migliaia di audio

CASTEL VOLTURNO. Migliaia di file audio, conversazioni da tradurre e presunti retroscena ancora tutti da chiarire. È soprattutto il contenuto dei cellulari sequestrati a tenere aperto uno dei processi più complessi degli ultimi anni, quello che vede alla sbarra undici persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani, allo sfruttamento della prostituzione e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

La Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere, presieduta dal giudice Marcella Suma con a latere Luciana Crisci, ha accolto la richiesta del consulente incaricato delle trascrizioni, concedendo ulteriori novanta giorni per completare il lavoro di analisi del materiale informatico acquisito durante le indagini.

Al centro dell’attività peritale ci sono centinaia di registrazioni e conversazioni in lingua portoghese estratte dagli smartphone di due imputate. Una quantità di dati considerata particolarmente rilevante dagli investigatori e tale da richiedere tempi supplementari oltre al supporto di ulteriori collaboratori specializzati nella traduzione e nella trascrizione.

Secondo quanto emerso nel corso dell’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, gli apparati telefonici conterrebbero dialoghi ritenuti utili per ricostruire i rapporti interni al gruppo, le modalità di gestione dell’attività di prostituzione e i contatti mantenuti tra l’Italia e il Brasile.

Le indagini della Squadra Mobile di Caserta hanno portato alla luce quello che gli inquirenti descrivono come un sistema organizzato con ramificazioni internazionali. Secondo l’accusa, esisteva una rete capace di reclutare persone transgender in Brasile, organizzandone il viaggio verso l’Italia e il successivo inserimento nel mercato della prostituzione nell’area di Castel Volturno.

Gli investigatori ritengono che il sodalizio disponesse di referenti sia in Sud America sia in Campania. Una volta giunte in Italia, le vittime sarebbero state trasferite in appartamenti individuati dall’organizzazione e costrette a prostituirsi. Tra gli elementi contestati compaiono anche presunti episodi di violenza e riferimenti a pratiche di magia nera utilizzate per esercitare pressione psicologica sulle persone coinvolte.

Proprio il contenuto dei file audio potrebbe ora fornire ulteriori dettagli sui meccanismi interni dell’organizzazione e sui rapporti tra i diversi componenti del gruppo. Per questo motivo il tribunale ha ritenuto necessario concedere più tempo agli esperti incaricati dell’analisi.

L’udienza è stata rinviata al prossimo autunno, quando le trascrizioni complete entreranno nel fascicolo processuale e potranno essere esaminate dalle parti.

Un click e sei sempre informato! Iscriviti al nostro canale WhatsApp per ricevere le news più importanti. Premi qui ed entra!

Exit mobile version