Mondragone. Un processo nato da una delicata vicenda legata al fenomeno del caporalato e alle presunte estorsioni nel settore agricolo si è concluso con un’assoluzione. Il Tribunale ha infatti assolto R.A., imputato in un procedimento che aveva come sfondo una presunta guerra tra gruppi impegnati nel trasporto dei braccianti agricoli nelle campagne del litorale domizio.
L’uomo era stato rinviato a giudizio con l’accusa di incendio doloso. Secondo la ricostruzione formulata dall’accusa, avrebbe agito insieme ad altri soggetti, giudicati separatamente, nell’incendio di un furgone e di un’autovettura riconducibili a titolari di aziende agricole operanti nel territorio di Mondragone.
Gli investigatori avevano inserito l’episodio all’interno di una più ampia contrapposizione tra persone coinvolte nell’organizzazione del trasporto dei lavoratori agricoli verso i campi. In particolare, secondo l’impianto accusatorio, gli imputati avrebbero tentato di imporre una sorta di tangente a chi svolgeva l’attività di trasporto dei braccianti, chiedendo somme di denaro per consentire il proseguimento dell’attività.
Sempre secondo l’accusa, il rifiuto di accettare tali richieste avrebbe portato all’incendio dei mezzi, considerato un atto intimidatorio finalizzato a costringere le vittime a piegarsi alle condizioni imposte dal gruppo.
Nel corso del dibattimento, però, la difesa ha contestato la ricostruzione accusatoria, evidenziando elementi ritenuti incompatibili con il coinvolgimento diretto dell’imputato nei fatti contestati.
Al termine dell’istruttoria, il Tribunale ha accolto le argomentazioni difensive sostenute dall’avvocato Salvatore Gionti, pronunciando una sentenza di assoluzione nei confronti di R.A. con la formula piena “per non aver commesso il fatto”.
La decisione mette così fine a una vicenda giudiziaria che aveva attirato attenzione per i suoi presunti collegamenti con il fenomeno del caporalato e con le tensioni che, negli anni, hanno interessato il settore agricolo nel territorio di Mondragone.