REGIONALE. Nuovo sviluppo investigativo nell’inchiesta sull’omicidio di Fabio Ascione, il 20enne ucciso a Napoli lo scorso 7 aprile. Nella mattinata del 16 giugno i Carabinieri della Compagnia di Napoli Poggioreale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due uomini italiani di 30 e 24 anni.
Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. I due sono ritenuti gravemente indiziati di porto e detenzione illegale di arma comune da sparo. Per il più giovane, inoltre, è stata contestata l’aggravante del metodo mafioso in relazione alla presunta appartenenza al clan De Micco, gruppo criminale attivo nel quartiere Ponticelli, nella zona orientale del capoluogo campano.
L’attività investigativa è partita immediatamente dopo l’omicidio di Ascione. Attraverso l’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza e grazie alle testimonianze raccolte dagli investigatori, sarebbe stato ricostruito il percorso dell’arma utilizzata negli episodi successivi al delitto.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i due arrestati avrebbero detenuto illegalmente una pistola poi ceduta a un altro soggetto, già sottoposto a fermo di indiziato di delitto il 14 aprile scorso. Quell’arma sarebbe stata successivamente utilizzata in un conflitto a fuoco avvenuto in strada, in presenza di numerose persone.
Gli elementi raccolti dagli investigatori sono stati ritenuti sufficienti dalla Direzione Distrettuale Antimafia per richiedere la misura cautelare, accolta dal giudice per le indagini preliminari. Entrambi gli indagati sono stati quindi trasferiti in carcere.
L’inchiesta prosegue per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e ricostruire eventuali ulteriori responsabilità legate all’omicidio del giovane e alle dinamiche criminali che hanno caratterizzato le settimane successive al delitto.
Come previsto dalla legge, gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.