
Portico di Caserta. La fede non è stata messa in discussione, ma il carro sì. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha riconosciuto il diritto al risarcimento per G.P., rimasto ferito durante la tradizionale processione in onore di Sant’Antonio Abate a Portico di Caserta. Condannati il responsabile del carro, il proprietario del mezzo agricolo utilizzato per il traino e il tecnico che aveva certificato la stabilità della struttura.
L’episodio risale al 26 gennaio 2018. Secondo quanto emerso nel corso del procedimento, il ragazzo, all’epoca minorenne e assistito dagli avvocati Domenica Tartaglione e Antimo Ferraro, si trovava sul carro quando la parte anteriore della copertura decorativa, il cosiddetto baldacchino, cedette improvvisamente.
La caduta provocò un violento impatto contro gli elementi metallici della struttura e successivamente sull’asfalto. Le conseguenze furono particolarmente serie: doppia frattura della mandibola, trauma cranio-facciale, diverse lesioni e un lungo percorso di cure culminato in un intervento chirurgico specialistico.
La consulenza tecnica disposta dal giudice ha accertato un’invalidità permanente del 17%, oltre a ulteriori periodi di inabilità temporanea. Il giovane sosteneva che il cedimento fosse stato favorito da carenze nei controlli e nelle autorizzazioni, chiamando in causa anche il Comune di Portico di Caserta, quello di Macerata Campania, la parrocchia e l’associazione organizzatrice della manifestazione.
Il giudice monocratico Maria Caropoli, tuttavia, non ha ravvisato un collegamento diretto tra le presunte omissioni degli enti coinvolti e il crollo della struttura. Per questo motivo ha riconosciuto al danneggiato un risarcimento di circa 70mila euro, a fronte dei 220mila richiesti.
Nella sentenza viene inoltre richiamato il principio secondo cui motrice e rimorchio costituiscono un unico complesso veicolare. Essendo una decisione di primo grado, le parti ritenute responsabili potranno eventualmente proporre appello davanti alla Corte d’Appello di Napoli.

