CAPODRISE. Un incidente stradale avvenuto nel 2024 e una lunga vicenda giudiziaria conclusasi con una sentenza che distingue nettamente tra guida in stato di ebbrezza e guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Protagonista un giovane di 24 anni di Capodrise, finito sotto processo dopo un sinistro avvenuto nelle ore notturne mentre era alla guida del suo Honda SH 300.
Secondo quanto contestato dalla Procura, il ragazzo avrebbe condotto il motociclo in stato di ebbrezza alcolica con un tasso alcolemico pari a 1,4 grammi per litro, valore emerso dagli esami effettuati all’atto del ricovero presso l’ospedale di Caserta. A suo carico venivano contestate anche le aggravanti di aver provocato un incidente stradale e di aver commesso il fatto in fascia notturna, tra le 22 e le 7 del mattino.
Oltre all’accusa relativa all’alcol, il 24enne era chiamato a rispondere anche del reato di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, in quanto gli esami avevano evidenziato la presenza di cannabinoidi nel sangue.
Nel corso dell’udienza predibattimentale, il giovane, assistito dall’avvocato Nicola Russo, ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato. Al termine della discussione, il giudice del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha accolto in parte la tesi difensiva.
Il magistrato ha infatti riconosciuto la responsabilità dell’imputato per il reato di guida in stato di ebbrezza, escludendo però una delle aggravanti contestate. Per questo motivo lo ha condannato a 15 giorni di arresto e 600 euro di ammenda, oltre al pagamento delle spese processuali, concedendo al contempo il beneficio della sospensione condizionale della pena.
Diversa la decisione sul secondo capo d’imputazione. Il giovane è stato assolto dall’accusa di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti perché il fatto non sussiste. Una decisione che, secondo la difesa, trova fondamento nei più recenti orientamenti della Corte di Cassazione, secondo cui la semplice positività ai cannabinoidi non è sufficiente per configurare il reato: occorre infatti dimostrare concretamente l’effettivo stato di alterazione psicofisica del conducente al momento della guida.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 60 giorni.