Frode da 22 milioni sui metalli, Dda in azione: 13 indagati

CASERTA. Nel corso di una vasta operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, la Guardia di Finanza di Forlì-Cesena ha eseguito nelle prime ore di martedì 10 giugno sei misure cautelari nei confronti di presunti appartenenti a un’organizzazione criminale attiva nel traffico illecito di rifiuti metallici, nel riciclaggio e nell’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Contestualmente è stato disposto il sequestro preventivo di beni e disponibilità economiche per un valore complessivo superiore ai 12,5 milioni di euro.

L’operazione, denominata “Scrap Country”, è stata condotta con il supporto dello SCICO e dei reparti territoriali della Guardia di Finanza di Napoli, Pesaro-Urbino e Milano. L’inchiesta ha preso forma a seguito di una verifica fiscale effettuata nei confronti di un’azienda del distretto dei rottami metallici di Gambettola, nel Forlivese, dalla quale sarebbero emerse irregolarità fiscali per circa 22,5 milioni di euro.

Secondo l’ipotesi investigativa, un imprenditore romagnolo avrebbe acquistato ingenti quantitativi di materiale ferroso in nero utilizzando denaro contante proveniente da soggetti di origine campana. I metalli, tra cui rame, bronzo, ottone, acciaio e ferro, sarebbero stati successivamente trasferiti attraverso trasportatori compiacenti presso una società delle Marche, dove venivano predisposti documenti falsi per giustificarne la provenienza e consentirne la successiva commercializzazione presso fonderie e impianti di recupero.

Le indagini, supportate da intercettazioni telefoniche e ambientali, avrebbero inoltre permesso di ricostruire un sistema basato sull’emissione di fatture false per oltre 16 milioni di euro. I proventi delle vendite sarebbero poi rientrati nella disponibilità del gruppo attraverso ulteriori operazioni commerciali fittizie, alimentando un circuito illecito destinato all’acquisto di nuovi quantitativi di rottami.

Complessivamente risultano indagate 13 persone e coinvolte due società. Le accuse, a vario titolo, comprendono traffico organizzato di rifiuti, riciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Gli investigatori precisano che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che tutte le contestazioni sono da considerarsi provvisorie. La responsabilità degli indagati potrà essere accertata solo con sentenza definitiva, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.

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