Il Comitato denuncia: «Alberi abbattuti, scuola insicura e Comune assente»

San Felice a Cancello. Il Comitato Cittadino “Vivere” torna ad accendere i riflettori sulla gestione del patrimonio arboreo e sulle condizioni di sicurezza del plesso scolastico di Cancello Scalo dell’Istituto Comprensivo “Aldo Moro”, denunciando quella che definisce una persistente assenza di risposte da parte dell’amministrazione comunale.

La vicenda nasce dalle numerose segnalazioni ricevute dai cittadini in merito alla numerazione di sei alberi presenti nel cortile della scuola. Per chiarire la situazione, lo scorso 25 maggio una delegazione del Comitato ha incontrato la dirigente scolastica del plesso. Durante il confronto sarebbe emerso che le piante sono state considerate potenzialmente pericolose da un tecnico comunale, a seguito della recente caduta di un albero che aveva destato comprensibile preoccupazione tra personale scolastico, studenti e famiglie.

«Quando un albero rappresenta un rischio per l’incolumità pubblica è doveroso intervenire per garantire la sicurezza dei cittadini e dei bambini», spiegano i rappresentanti del Comitato Vivere. «Ciò che contestiamo è l’assenza di una programmazione ordinaria e la mancanza di trasparenza nella gestione complessiva del verde pubblico».

Tre i punti sui quali il Comitato chiede chiarimenti.

Manutenzione assente e gestione in emergenza

Secondo i cittadini, gli interventi di manutenzione del verde scolastico sarebbero sporadici e insufficienti, con il risultato che ogni problematica viene affrontata solo quando assume i contorni dell’emergenza.

Gli abbattimenti che sollevano interrogativi

Particolari dubbi riguardano l’abbattimento dei due faggi situati all’ingresso della palestra accanto alla scuola elementare, alberi che, secondo il Comitato, apparivano in buono stato vegetativo. Una questione che si intreccia con quella della palestra stessa, per la quale sarebbero andati perduti i finanziamenti destinati alla ristrutturazione senza che siano mai state fornite spiegazioni pubbliche.

Perplessità vengono espresse anche per il precedente abbattimento di un altro albero nelle immediate vicinanze dell’ingresso della scuola elementare. Durante l’incontro con la dirigente scolastica, sostengono i membri del Comitato, non sarebbe apparso del tutto chiaro il livello di coinvolgimento e di conoscenza preventiva da parte della stessa rispetto agli interventi effettuati. A ciò si aggiunge la presenza, ancora oggi, di tronchi e materiali di risulta non completamente rimossi dall’area.

Sicurezza e accessi incontrollati

Altro nodo riguarda la sicurezza del plesso. Pur in presenza di un’area ritenuta pericolosa e interessata da lavori, la scuola risulterebbe accessibile a qualsiasi ora del giorno e della notte a causa di inferriate danneggiate e mai riparate. Su questo aspetto, riferisce il Comitato, la dirigente scolastica avrebbe escluso responsabilità dirette, dichiarando di aver più volte segnalato la situazione agli uffici comunali competenti.

La richiesta di trasparenza

Per fare piena luce sulla vicenda, il 29 maggio 2026 il Comitato Vivere ha trasmesso una richiesta formale tramite PEC al Responsabile comunale della Trasparenza, inoltrandola per conoscenza anche al sindaco, all’assessore alla Pubblica Istruzione e al presidente della Commissione Ambiente.

La questione, tuttavia, si inserisce in un contesto più ampio che riguarda l’intera frazione di Cancello Scalo. Negli ultimi mesi, infatti, numerosi cittadini hanno assistito all’abbattimento di gran parte delle alberature di Viale Ferrovia e della villa comunale di Piazza Castra Marcelli.

«Piante cresciute forti e rigogliose grazie all’impegno di tanti cittadini sono state cancellate», affermano dal Comitato. «Dopo aver avuto una piazza ricca di verde, rischiamo di ritrovarci con una piazza dominata dal cemento».

«Nessuna risposta dal Comune»

Il Comitato denuncia infine il mancato riscontro alle richieste avanzate.

«Ad oggi, come purtroppo accade sempre più spesso, non abbiamo ricevuto alcuna risposta», conclude la nota. «È evidente la difficoltà di questa amministrazione a confrontarsi con la cittadinanza. Basti pensare che circa 1.400 residenti attendono ancora una risposta alla petizione su traffico e inquinamento. Noi continuiamo a mantenere aperta la porta del dialogo, ma pretendiamo quella trasparenza che spetta di diritto a chi vive e tutela il territorio».

A questo punto tocca all’assessore delegato Pietro Esposito replicare.

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