Skip to main content

Ucciso con le forbici mentre lavorano nella cucina del ristorante, ecco quanto rischia l’assassino

CAPUA. Una richiesta di condanna a 14 anni di reclusione è stata avanzata dalla Procura nei confronti di Hawlader Pranto, il 22enne sotto processo per la morte del giovane Alangir Sabally, il 17enne ucciso durante una violenta aggressione avvenuta nella masseria Adinolfi di Sant’Angelo in Formis.

La richiesta è stata formulata dai sostituti procuratori Gionata Fiore e Mariangela Condello nel corso dell’udienza davanti al Gup Marzia Pellegrino. I fatti risalgono al 15 giugno scorso e sconvolsero l’intera comunità locale.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i due ragazzi si conoscevano bene perché avevano vissuto nella stessa struttura di accoglienza, la “Cassiopea” di Santa Maria Capua Vetere. Quel giorno erano impegnati a lavorare insieme all’interno della masseria quando, improvvisamente, sarebbe nata una discussione degenerata poi in tragedia.

Stando alla ricostruzione dell’accusa, il 22enne avrebbe afferrato un paio di forbici colpendo ripetutamente il minorenne. Prima una ferita a un braccio, poi altri fendenti alla schiena fino al colpo mortale al torace che non lasciò scampo al 17enne.

Durante la colluttazione tentarono di intervenire anche alcune persone presenti sul posto. Nel caos rimasero ferite pure la figlia del proprietario della struttura e sua madre, che cercavano di dividere i due giovani.

Nel corso del procedimento il giudice aveva già escluso l’aggravante dei futili motivi. L’imputato, assistito dall’avvocato Paolo Di Furia, resta detenuto con l’accusa di omicidio volontario.

La prossima udienza è stata fissata per la fine di giugno, quando il processo entrerà in una nuova fase in vista della decisione finale del giudice.

Un click e sei sempre informato! Iscriviti al nostro canale WhatsApp per ricevere le news più importanti. Premi qui ed entra!