Acerra. La voce di Papa Leone XIV rompe il silenzio carico di dolore della Cattedrale di Acerra. Una visita attesa per anni, voluta già da Papa Francesco e diventata oggi simbolo di una battaglia che non riguarda solo la Campania, ma l’intero Paese. La Terra dei Fuochi torna al centro dell’attenzione mondiale con una giornata storica che ha richiamato oltre 15mila persone in piazza Calipari. Un’organizzazione impeccabile e la città ha risposto con entusiasmo ma grande civiltà, facendo in modo che tutto andasse per il meglio.
“Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli, che per troppo tempo hanno potuto agire impunemente”, ha detto il Pontefice davanti ai familiari delle vittime. Parole forti, pronunciate in una terra ferita da decenni di sversamenti illegali, roghi tossici e malattie.
Il Papa ha ricordato come già Papa Francesco desiderasse raggiungere Acerra, nel cuore della Terra dei Fuochi, ma la malattia glielo impedì. “Oggi vogliamo realizzare il suo desiderio”, ha spiegato Leone XIV, richiamando l’enciclica Laudato sì come guida spirituale e civile per il riscatto del territorio.
Ad accoglierlo allo stadio Arcoleo il vescovo Antonio Di Donna, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il prefetto Michele Di Bari e il sindaco Tito d’Errico. Poi il trasferimento in Cattedrale, dove il Pontefice ha incontrato le famiglie dei bambini e dei giovani morti per tumori e patologie legate all’inquinamento ambientale.
“Questa terra anticamente era chiamata Campania felix, perché capace di incantare per la sua fecondità, i suoi prodotti e la sua cultura. Eppure, ecco la morte, della terra e degli uomini”, ha affermato il Papa. “Soffriamo per la devastazione che ha compromesso un meraviglioso ecosistema”.
Il momento più intenso si è consumato durante l’abbraccio con le famiglie. Angela, madre di una bambina morta a 18 mesi e vedova di un uomo stroncato da un tumore, ha raccontato il suo dolore al Pontefice: “Siamo qui per un senso di giustizia verso i nostri cari che non ci sono più. Questa terra ci sta togliendo tutto”.
Nel suo discorso, Leone XIV ha lanciato anche un duro appello contro la cultura dell’omertà e dell’impunità: “Va scardinata una cultura del privilegio, della prepotenza, del non rendere conto, che troppo male ha fatto a questa terra”.
Parole rilanciate con forza dal vescovo Di Donna: “Mai più Terra dei Fuochi. Questa terra deve essere conosciuta per la forza della sua gente, non solo per le sue ferite”. Il presule ha ricordato come in trent’anni siano arrivati nel territorio “centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici” provenienti anche da industrie del Nord Italia.
Commovente anche l’intervento di Maurizio Patriciello, simbolo della lotta ai roghi tossici: “Gli industriali non possono continuare a produrre e poi ammazzare le persone per risparmiare sui costi. Basta”.
In piazza Calipari il Papa ha poi parlato di “tempo della rinascita”, invitando cittadini, istituzioni e associazioni ambientaliste a costruire “un nuovo patto”. “Qui la vita c’è e contrasta la morte; la giustizia esiste e si affermerà”, ha detto tra gli applausi della folla.
Prima di lasciare Acerra in elicottero e rientrare in Vaticano, il Pontefice ha salutato bambini, malati e famiglie, stringendo mani e accarezzando volti segnati dalla sofferenza. Una visita breve, ma destinata a lasciare un segno profondo nella memoria collettiva della Campania.