Santa Maria Capua Vetere/Pollena Trocchia. Ha scelto di non rispondere alle domande del gip Mario Landolfi, il 48enne fermato con l’accusa di aver ucciso due donne all’interno delle palazzine abbandonate di viale Italia, a Pollena Trocchia. L’uomo, assistito dall’avvocato Antonio Abete, si è limitato a rendere alcune dichiarazioni spontanee, confermando in sostanza quanto già riferito ai carabinieri subito dopo il fermo eseguito dalla Procura di Nola.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore Marco Del Gaudio, dall’aggiunto Giuseppe Cimmarotta e dal sostituto Martina Salvati, prosegue senza sosta. Gli investigatori stanno infatti verificando l’eventuale coinvolgimento dell’uomo in altri episodi simili. A preoccupare gli inquirenti sono soprattutto le modalità con cui sarebbero stati commessi i due delitti, avvenuti a distanza di poche ore l’uno dall’altro, tra il 16 e il 17 maggio.
Le vittime sono Lyuba Hlyva, 49enne ucraina, e Sara Tkacz, 29 anni, residente a Santa Maria Capua Vetere. Entrambe vivevano situazioni di forte fragilità sociale. Secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri, il 48enne avrebbe accompagnato le donne ai piani alti dell’edificio dismesso. Dopo un rapporto sessuale sarebbe nata una discussione culminata con la caduta delle vittime nel vuoto da oltre quindici metri.
I corpi sono stati ritrovati tra calcinacci e materiale edile presenti nell’ex cantiere. Dopo gli omicidi, secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe fatto ritorno a casa senza destare sospetti.
Determinanti per le indagini si sono rivelate alcune testimonianze raccolte poco dopo i fatti. Una coppia presente nella zona avrebbe udito urla provenire dalla struttura e subito dopo un forte tonfo. I due avrebbero poi notato un uomo allontanarsi rapidamente con una borsa femminile.
Fondamentali anche i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nell’area. Durante la successiva perquisizione domiciliare sarebbero stati trovati indumenti macchiati di sangue e la borsa appartenente a una delle due donne uccise.
Nel frattempo il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo disponendo la custodia cautelare in carcere per il 48enne. Gli investigatori continuano ora a scavare nel passato dell’uomo per capire se possano esserci altri episodi mai emersi o vittime scomparse nel silenzio.