Truffa a grandi aziende, svolta per imprenditore dopo la carcerazione

MONDRAGONE. Era finito nuovamente in carcere dopo la contestazione di alcune violazioni legate alle prescrizioni dell’affidamento al lavoro ma nelle ultime ore il Tribunale di Sorveglianza di Napoli ha disposto la sua scarcerazione annullando il provvedimento di aggravamento emesso nei suoi confronti. Protagonista della vicenda è l’imprenditore di Mondragone Michele Miraglia, già coinvolto anni fa in una maxi inchiesta per bancarotta fraudolenta e truffa ai danni di importanti aziende nazionali.

La decisione dei giudici è arrivata dopo l’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza che ha accolto le ragioni della difesa, rappresentata dall’avvocato Gabriele Roberto Cerbo. Miraglia era stato arrestato lo scorso 25 aprile perché, secondo quanto contestato, avrebbe violato le prescrizioni previste dalla misura alternativa alla detenzione che stava già scontando attraverso l’affidamento al lavoro.

L’imprenditore stava eseguendo una condanna definitiva a quattro anni di reclusione legata ad una vicenda giudiziaria emersa nel 2007. In quell’inchiesta gli investigatori ipotizzarono un’associazione finalizzata alla truffa e alla bancarotta fraudolenta attraverso una società ritenuta fittizia, la Holiday srl. Secondo l’accusa, il gruppo sarebbe riuscito ad ottenere ingenti somme di denaro, quantificate in circa cinque milioni di euro, ai danni di grandi aziende italiane tra cui Barilla, Enel e Rana, facendo leva su presunti rapporti commerciali internazionali e sedi operative all’estero.

Dopo il nuovo arresto disposto nelle scorse settimane, Miraglia era stato trasferito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Ora però il Tribunale di Sorveglianza di Napoli ha deciso di revocare l’aggravamento della misura, disponendo la sua scarcerazione.

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