Investito in strada, muore in ospedale. Disposta l’autopsia

Lusciano. Proseguono le indagini sulla tragedia avvenuta nella serata di sabato 16 maggio a Lusciano, dove ha perso la vita Gennaro Massa, 46 anni, investito da un’automobile mentre si trovava in viale della Libertà. La Procura di Napoli Nord ha disposto l’esame autoptico sulla salma dell’uomo per chiarire con precisione le cause del decesso e tutti gli aspetti legati all’incidente.

L’incarico al medico legale sarà conferito nelle prossime ore dal sostituto procuratore Josè Criscuolo, titolare del fascicolo aperto dalla magistratura. Intanto continuano gli accertamenti condotti dagli agenti del commissariato di Aversa, impegnati nella ricostruzione dell’esatta dinamica dell’investimento.

Secondo una prima ricostruzione, il 46nne stava attraversando la carreggiata quando sarebbe stato travolto da una vettura in transito. L’impatto è stato particolarmente violento e avrebbe scaraventato l’uomo per diversi metri sull’asfalto. Subito dopo l’incidente, il conducente dell’auto si sarebbe fermato per prestare soccorso, mentre alcune persone presenti nei locali vicini sono corse in strada dopo aver assistito alla scena.

I sanitari del 118, giunti rapidamente sul posto, hanno trasportato d’urgenza Massa all’ospedale Moscati di Aversa, dove però è deceduto poco dopo il ricovero a causa delle gravi ferite riportate.

Nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale è stato iscritto un giovane di 19 anni residente a Lusciano, conducente dell’auto coinvolta nell’investimento. Il ragazzo, assistito dal proprio legale, avrebbe riferito agli investigatori di non essere riuscito a evitare l’impatto. Gli agenti lo avrebbero trovato in forte stato di shock subito dopo l’accaduto.

Gli investigatori stanno ora analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e lungo le principali strade cittadine per verificare ogni dettaglio utile all’inchiesta. La vicenda ha profondamente colpito la comunità locale anche perché, secondo quanto emerso, le famiglie del giovane automobilista e della vittima si conoscevano da tempo ed erano legate da rapporti di amicizia.

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