Caserta. Si è tornati in aula davanti alla seconda sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta dal giudice Rosetta Stravino, per il processo sui presunti falsi rimborsi sanitari che avrebbe danneggiato il Servizio Sanitario Nazionale. Al centro dell’inchiesta, ribattezzata dagli investigatori “sistema Corvino”, ci sarebbero centri di analisi, medici e funzionari pubblici accusati di aver favorito indebiti pagamenti attraverso ricette e prestazioni ritenute irregolari.
A testimoniare è stato l’ex comandante del Nas di Caserta Pietro Chirico, che ha ricostruito il funzionamento del presunto sistema. Secondo quanto riferito in aula, nel febbraio 2016 Maurizio Martucci lasciò il proprio incarico all’Asl perché trasferitosi in Kenya e venne sostituito da Leone Albalonga, anch’egli addetto al settore economico-finanziario dell’azienda sanitaria casertana. Chirico ha spiegato che Albalonga sarebbe emerso nelle indagini solo in una fase successiva attraverso un’intercettazione ambientale eseguita nello studio di Pasquale Corvino.
L’ex comandante ha inoltre dichiarato che tra luglio e agosto 2016 sarebbero stati emessi dodici mandati di pagamento a favore di alcuni centri di accreditamento e di un laboratorio di analisi finiti sotto indagine. Successivamente, a seguito degli accertamenti investigativi, l’Asl avrebbe emesso sette note di debito per circa 100mila euro.
Secondo l’accusa, alcuni funzionari avrebbero ricevuto promesse di denaro per evitare decurtazioni legate al superamento dei tetti di spesa e ad altre irregolarità nei rimborsi sanitari, procurando ai centri coinvolti un vantaggio economico superiore a 170mila euro.
Nel processo figurano, tra gli altri, l’ex vicepresidente della Casertana Pasquale Corvino, l’imprenditore Pasquale Piccirillo e alcuni ex dipendenti dell’Asl di Caserta. L’inchiesta ruota attorno a oltre 200mila ricette finite all’attenzione dei Nas. Il procedimento riprenderà nel mese di ottobre con l’audizione di altri funzionari dell’azienda sanitaria.