Droga su vasta scala, indagato nipote del ras

 

Frignano. Dal presunto legame con il clan dei Casalesi ai contatti con il traffico di stupefacenti tra il salernitano e il casertano. È questo il quadro emerso dall’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno e condotta dalla Guardia di Finanza, che nei giorni scorsi ha portato all’esecuzione di otto misure cautelari nell’ambito di un’indagine su un’organizzazione dedita allo spaccio di droga.

Tra i nomi finiti sotto la lente degli investigatori compare anche quello di Tommaso Tirozzi, 48 anni, residente a Frignano. Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe avuto un ruolo nei rapporti con il gruppo che riforniva diverse piazze di spaccio tra il salernitano e la provincia di Caserta.

Al vertice dell’organizzazione, stando alla ricostruzione accusatoria, ci sarebbe stato Mario D’Angelo, 26enne di Atripalda, destinatario della custodia cautelare in carcere. Gli investigatori ritengono che il giovane coordinasse il traffico di stupefacenti attraverso una rete di referenti incaricati della distribuzione della droga sul territorio.

Tra questi ci sarebbe anche Tirozzi, già noto alle forze dell’ordine e ritenuto vicino agli ambienti del clan dei Casalesi. In passato sarebbe stato coinvolto in procedimenti legati a estorsioni, ricettazione e detenzione di armi.

Uno degli episodi contestati riguarda una presunta consegna di hashish avvenuta nel luglio dello scorso anno. Secondo gli atti dell’inchiesta, Tirozzi avrebbe raggiunto Santa Lucia di Serino, in provincia di Avellino, dove sarebbe stato organizzato un incontro per il ritiro della sostanza stupefacente.

Le indagini avrebbero documentato i movimenti dell’uomo attraverso immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Gli investigatori sostengono che il 48enne sarebbe entrato in un appartamento utilizzato come deposito della droga, situato nelle disponibilità di D’Angelo, per poi uscire poco dopo e fare ritorno nel casertano.

Tirozzi, indicato come nipote di Raffaele Cantone, conosciuto negli ambienti criminali con il soprannome di “‘o Malapelle”, storico referente del clan a Trentola Ducenta, risulta attualmente indagato a piede libero nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Salerno.

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