Raid vandalico a scuola: “Non sono solo beni materiali danneggiati, sono soldi pubblici buttati”

Castel Volturno. Un raid vandalico si è consumato ieri ai danni di una scuola nel comune di Castel Volturno. Ignoti, hanno preso di mira i bagni della struttura scolastica provocando diversi danni, facendo anche scorrere l’acqua per diverse ore, causando un enorme spreco. E purtroppo non è il primo episodio, già in passato, dall’inizio dell’anno, vandali hanno provocato diversi danni causando disagi alle persone.

A riportare la notizia sui social, è stato il sindaco Pasquale Marrandino per denunciare l’accaduto condannando il gesto compiuto. Di seguito le sue parole:

 

“Queste immagini fanno male. (In riferimento alla foto dei danni) Non sono solo bagni danneggiati. Sono soldi pubblici buttati, sono lavori da rifare, sono disagi per altri ragazzi, per insegnanti, per tutta la comunità. Quello che vedete è il risultato di un gesto tanto banale quanto devastante: guarnizioni tolte da una finestra, infilate nella vaschetta del WC, blocco del galleggiante e acqua lasciata scorrere per ore. Una notte intera. E poi il crollo del controsoffitto, danni all’impianto elettrico, un bagno inutilizzabile. Questo succede. E succede spesso. E succede durante le ore di lezione. Dall’inizio del 2026 abbiamo speso quasi 30.000 euro solo per riparare bagni vandalizzati nelle scuole del territorio, lavandini rotti, tazze divelte, porte sfondate. Trentamila euro. Soldi che potevano essere investiti in servizi, in attività per i ragazzi, in miglioramenti veri. È vero, non tutte le nostre scuole sono ancora all’altezza di ciò che i nostri figli meritano. Ci sono strutture vecchie, situazioni da migliorare. Ma è altrettanto vero che stiamo investendo come mai prima: la cittadella scolastica, una delle opere più importanti del territorio, e a breve i lavori per la nuova scuola di Pineta Mare, con una riqualificazione totale. Ma tutto questo a cosa serve, se poi qualcuno distrugge? E qui mi fermo un attimo. Perché io, prima di essere Sindaco, sono un padre. E allora la domanda non la faccio agli altri. La faccio anche a me stesso: dove stiamo sbagliando? Perché questi gesti non nascono dal nulla. Nascono da una mancanza di rispetto che, evidentemente, non stiamo riuscendo a trasmettere fino in fondo. E allora oggi non faccio polemica. Faccio un appello. Ai genitori. Parlatene a casa, stasera. Guardate queste immagini insieme ai vostri figli. Fategli capire che quella scuola è anche loro. Che quel bagno è anche loro. Che quei soldi sono anche loro. Perché il Comune, da solo, non ce la fa. Abbiamo bisogno di una comunità che educa, che vigila, che trasmette rispetto. Perché senza rispetto, nessuna scuola nuova basterà mai. Aiutatemi, davvero”

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