Neonato morto dopo cesareo, Procura apre indagine e dispone autopsia. La ricostruzione

 

Casal di Principe. Un’inchiesta ancora agli inizi, avvolta dal massimo riserbo, prova a fare luce su una vicenda drammatica che ha sconvolto una famiglia di Casal di Principe. La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha aperto un fascicolo, al momento senza indagati, per chiarire le circostanze della morte di un neonato avvenuta il 26 aprile scorso presso la Clinica Pineta Grande di Castel Volturno.

Il piccolo, al quale i genitori avevano già scelto il nome Raffaele, è venuto alla luce senza vita dopo un parto cesareo eseguito d’urgenza alla 33esima settimana di gravidanza. Nelle prossime ore potrebbe essere disposto l’esame autoptico, che rappresenta un passaggio fondamentale per comprendere le cause del decesso. Non è ancora chiaro se l’accertamento verrà affidato a un collegio di consulenti oppure a un unico perito.

Gli investigatori stanno valutando anche l’evoluzione del fascicolo: si resta, per ora, contro ignoti, ma non si esclude che possano emergere responsabilità specifiche. Più figure sanitarie potrebbero finire sotto la lente degli inquirenti, anche se al momento non vi sono certezze ufficiali.

A presentare denuncia sono stati i legali della donna, gli avvocati Salvatore Capasso e Francesco Petito, che chiedono di accertare eventuali responsabilità mediche. La documentazione clinica è stata acquisita e sarà analizzata nel dettaglio dalla polizia giudiziaria su delega della Procura, che procede con l’ipotesi di omicidio colposo. A coordinare le indagini è il sostituto procuratore Giacomo Urbano.

La ricostruzione dei fatti si concentra su tre giorni cruciali. Il 24 aprile la donna, 34 anni, si reca nella struttura lamentando forti dolori addominali: dopo alcune ore di osservazione viene dimessa. Il giorno seguente torna in ospedale con sintomi persistenti e viene ricoverata, mentre il quadro clinico peggiora progressivamente. Il 26 aprile, intorno alle 13, i medici optano per un cesareo d’urgenza. Il bambino nasce, ma senza segni di vita.

Secondo quanto trapela, durante l’intervento si sarebbe verificata una complicazione gestita tempestivamente dall’équipe sanitaria, che è riuscita a salvare la madre. Un elemento che lascia ipotizzare come la situazione potesse rappresentare un pericolo anche per la donna.

La paziente era seguita da un ginecologo esterno alla struttura, un dettaglio che potrebbe avere rilievo nelle verifiche. Sul fronte della difesa della clinica, gli avvocati Giuseppe Stellato e Claudio Sgambato mantengono una posizione prudente, in attesa degli esiti degli accertamenti tecnici.

Nel frattempo, resta il dolore di una famiglia semplice, già alle prese con altri figli e con un padre che lavora come macellaio. La madre è ancora ricoverata, mentre l’intera vicenda resta sospesa tra il bisogno di verità e un’attesa carica di angoscia.

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