Maddaloni. La dottoressa Francesca Benenati di “Alleanza Maddalonese” durante la seduta consiliare, ha posto all’attenzione dei suoi colleghi e del sindaco nuovamente un argomento molto delicato, quello delle polveri sottili che hanno superato il limite consentito, come riportato dall’Arpac.
La consigliera, ha poi proposto due soluzioni per cercare di risolvere questo problema per il bene dei cittadini e dell’ambiente e anche per le varie attività che a causa proprio di questa situazione ne risentono fino anche a chiudere. Le soluzioni proposte sono i nasi elettronici e il lavaggio sequestrante delle strade.
Di seguito le parole della dottoressa Benenati:
“Colleghi, Sindaco: oggi non vi parlerò di freddi dati ARPAC, ma della realtà che ognuno di noi osserva ogni giorno. Maddaloni vive un paradosso drammatico: da un lato celebriamo i successi della logistica, l’apertura del nuovo casello e oneri edilizi che hanno superato il milione di euro; dall’altro, la città sta morendo sotto i nostri occhi. C’è chi dirà: “Dobbiamo muoverci con cautela, o le imprese se ne andranno. Ma chi lo dice? Senza lo snodo di Maddaloni si ferma l’Europa. Siamo un polo logistico nevralgico e insostituibile. Non siamo noi a dover chiedere il permesso di respirare: sono le imprese a dover contribuire al benessere del luogo che permette loro di esistere. È tempo di applicare concretamente il principio del “Chi inquina paga”, istituendo un contributo ambientale per le grandi realtà logistiche. Senza questa terra, il loro business semplicemente non esiste. Cosa osserviamo nel frattempo? Saracinesche che chiudono, negozi storici che spariscono e un patrimonio immobiliare che si svaluta perché l’aria è diventata irrespirabile. Ma il dato più tragico e inoppugnabile è quello demografico: dal 2017 i cittadini fuggono e si muore più di quanto si nasca. Questa non è crescita: è un processo estrattivo che consuma la nostra salute e la nostra forza lavoro. Mentre elaboriamo con lungimiranza i programmi per attingere a fondi del PNRR, nel suo ultimo miglio, non possiamo permettere che nel frattempo il territorio continui a soffrire. Dobbiamo agire ora, utilizzando gli oneri già incassati e il nuovo contributo ambientale per finanziare interventi di prevenzione immediata. Non servono strumenti obsoleti come le targhe alterne — che sarebbero l’ennesimo sacrificio per i maddalonesi e sancirebbero l’inutilità del nuovo varco — servono soluzioni tecnologiche.
Per contenere con urgenza queste polveri, servono due azioni immediate:
1) Nasi elettronici, una rete di sensori intelligenti capace di tracciare la “firma chimica” degli inquinanti. Dobbiamo sapere con certezza scientifica se il particolato derivi dai freni dei tir, dalle caldaie o da fenomeni naturali. È lo strumento che ci permetterà di dare un nome e un cognome a chi inquina, trasformando il monitoraggio in una difesa legale della città;
2) Lavaggio sequestrante delle strade, non semplice acqua, che si limita a spostare le polveri, ma l’utilizzo di agenti chimici igroscopici (CMA) che “sequestrano” il particolato sull’asfalto, impedendo che finiscano nei polmoni dei residenti. È una misura di emergenza necessaria per traghettarci sani verso i progetti futuri.
Sindaco, la disponibilità economica c’è, così come c’è la forza contrattuale per esigere contributi dalle imprese. Chiedo che queste misure siano programmate immediatamente. Dimostriamo ai maddalonesi che questa Amministrazione non ha paura di difendere il diritto alla vita e al futuro della nostra città.”
Al prossimo consiglio comunale, quello aperto, in cui tutti possono partecipare, come comitati ambientalisti, la dottoressa ha deciso di invitare il dottor Pietro Cau, dirigente monitoraggio della qualità dell’aria, persona già nota, per avere un confronto con lui e cercare una soluzione.