Imprenditore ucciso nell’area di servizio, spunta un altro indagato

 

MONDRAGONE. L’inchiesta sull’uccisione di Luigi Magrino si arricchisce di un nuovo capitolo. Gli investigatori hanno iscritto nel registro degli indagati Pasquale D.M., ritenuto vicino a Giancarlo Pagliaro, già accusato del delitto. Nei suoi confronti viene ipotizzato il reato di favoreggiamento, con il sospetto che possa aver avuto un ruolo prima o subito dopo l’aggressione.

Restano ancora diversi punti oscuri nella ricostruzione dell’omicidio, a partire dall’arma utilizzata, mai rinvenuta. Secondo quanto emerso, Pagliaro avrebbe esploso due colpi di pistola contro Magrino per poi accanirsi su di lui colpendolo con il calcio dell’arma mentre la vittima era ormai inerme, seduta al posto di guida.

La versione fornita da D.M. agli inquirenti non ha convinto pienamente. L’uomo ha raccontato di essere arrivato nell’area di servizio quando la violenza era già in atto, quindi dopo gli spari. Tuttavia, la presenza di tracce di sangue sulla sua auto ha sollevato dubbi importanti.

Gli investigatori ritengono che quel sangue possa indicare una presenza sul posto già prima dell’esplosione dei colpi. L’ipotesi è che la vettura dell’amico cosi trovasse accanto a quella della vittima nel momento dell’aggressione, e che gli schizzi ematici abbiano raggiunto anche il veicolo. A rendere ancora più complesso il quadro, il fatto che l’auto dell’indagato sia dell’amico trovata in una posizione diversa rispetto a quella iniziale.

L’uomo ha sostenuto di essere passato casualmente in zona, fermandosi per ragioni personali e cercando poi di intervenire per allontanare l’aggressore. Durante gli interrogatori ha però ammesso di aver incontrato Pagliaro poche ore prima dei fatti. In quell’occasione, quest’ultimo gli avrebbe confidato di dover vedere Magrino proprio presso il distributore, apparendo sereno dopo aver appreso dello sblocco di una polizza assicurativa consistente.

Un ulteriore elemento sotto la lente riguarda una breve videochiamata di circa 20 secondi, effettuata da Pagliaro al telefono di D.M. poco prima dell’omicidio. Su questo contatto non sarebbero state fornite spiegazioni ritenute convincenti.

Determinanti per la ricostruzione dei movimenti sono stati i dispositivi elettronici di controllo: sia la vittima sia l’amico erano sottoposti a monitoraggio per precedenti vicende. I dati raccolti indicano che Magrino è arrivato al distributore alle 10:26, mentre De Martino pochi minuti dopo. La richiesta di intervento ai soccorsi è partita alle 10:40.

L’indagine prosegue per chiarire i contorni di una vicenda che presenta ancora numerosi interrogativi e possibili sviluppi.

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