Bancarotta, Cassazione chiude il caso: stangata per 2

 

CASAL DI PRINCIPE/SAN CIPRIANO D’AVERSA. Si chiude definitivamente il procedimento per bancarotta fraudolenta che vede coinvolti Giovanni Piccolo, 59 anni di San Cipriano, e Annunziata Mosca, 60enne di Casal di Principe. La Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione, con ordinanza numero 12343/2026, ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dagli imputati, rendendo così irrevocabili le condanne.

Il provvedimento è stato emesso dopo l’udienza dell’11 febbraio scorso. A presiedere il collegio è stata Matilde Brancaccio, con relatrice Rosaria Giordano. I due imputati erano già stati condannati in Appello, con una pena concordata tra le parti: due anni e sei mesi per Piccolo e un anno per Mosca.

La difesa aveva impugnato la decisione della Corte d’Appello di Napoli sostenendo che vi fossero errori nella valutazione dei criteri utilizzati per determinare la pena. Tuttavia, la Suprema Corte ha ritenuto le motivazioni del ricorso troppo generiche, basate su richiami normativi privi di riferimenti concreti alle singole posizioni degli imputati.

I giudici hanno inoltre ribadito un principio consolidato: nei casi di concordato in appello, il ricorso per Cassazione è ammissibile solo su aspetti specifici e non può essere utilizzato per contestare la misura della pena, se questa rientra nei limiti previsti dalla legge.

Alla luce di tali valutazioni, i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. Per entrambi gli imputati è stata inoltre disposta la condanna al pagamento delle spese processuali.

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