Parete. Il GIP del Tribunale di Aversa, Dario Berrino, ha recentemente disposto misure cautelari per quattro soggetti, accusati a diversi livelli di violenze sessuali e maltrattamenti su più minori conviventi. Gli episodi risalgono dal 2022 al 20 ottobre 2025 e si sarebbero verificati in abitazioni di Parete e Giugliano in Campania.
Le persone colpite dal provvedimento sono: N.D., rinchiuso a Napoli Secondigliano; N.E.B., reclusa ad Avellino; V.A.A., in carcere a Benevento; e T.N. I primi tre sono difesi dall’avvocato Marco Ucciero, mentre il quarto ha un legale d’ufficio.
Stando alle accuse, N.D., convivente con la madre delle vittime e di fatto patrigno, avrebbe sottoposto a reiterate violenze sessuali due figlie – una nata nel 2011 e l’altra nel 2014, all’epoca di 11 e 9 anni – con atti completi, tentati rapporti e minacce letali. Per una terza bambina, nata nel 2023, gli si imputano abusi sessuali e masturbazione davanti a lei.
Per N.E.B., V.A.A. e T.N., l’imputazione è di maltrattamenti aggravati in concorso: angherie continue, botte con cinture, scarpe e attrezzi da cucina, schiaffi alla testa, divieto di uscite con amici, monitoraggio dei cellulari e lavori forzati di notte. In un episodio, V.A.A. avrebbe versato benzina su due ragazze minacciando di incendiarle; T.N. è accusato di aver spinto una minore provocandole la frattura di denti.
Il 3 aprile si sono tenuti gli interrogatori di garanzia per N.E.B., V.A.A. e T.N. Oggi, 7 aprile, è toccato a N.D. nel penitenziario di Secondigliano. Al termine, il GIP Berrino ha convertito la carcerazione di V.A.A. in arresti domiciliari. Stessa decisione per N.E.B., che lascia il carcere per i domiciliari.
Ricordiamo il cardine del diritto penale italiano: la presunzione di innocenza fino a sentenza passata in giudicato. Le imputazioni, per quanto allarmanti, restano provvisorie e dovranno essere confermate nel processo.