NAZIONALE – Importanti novità per il Bonus asilo nido a partire dal 2026. L’INPS ha aggiornato le modalità di accesso al contributo destinato alle famiglie con bambini piccoli, introducendo modifiche che riguardano durata della domanda, calcolo dell’Isee e gestione dei rimborsi.
Le nuove regole incidono su milioni di famiglie italiane che utilizzano il bonus per sostenere le spese delle rette degli asili nido o per l’assistenza domiciliare dei bambini con particolari condizioni di salute.
La principale novità riguarda la durata della domanda. Dal 2026, infatti, non sarà più necessario presentare una richiesta ogni anno. Una volta accolta, la domanda resterà valida fino al compimento dei tre anni del bambino. Tuttavia, i genitori dovranno comunque indicare annualmente le mensilità per le quali intendono ricevere il rimborso, così da consentire all’INPS di prenotare le risorse disponibili.
Un altro cambiamento riguarda il metodo di calcolo dell’importo spettante. Il bonus sarà determinato utilizzando un nuovo indicatore Isee, definito “neutralizzato”, che esclude dal conteggio gli importi percepiti tramite l’Assegno unico universale. L’obiettivo è evitare che le famiglie che ricevono l’Assegno unico vengano penalizzate nel calcolo del beneficio.
Gli importi del bonus variano in base alla data di nascita del bambino e alla situazione economica del nucleo familiare.
Per i bambini nati dal 2024 sono previsti:
Per i bambini nati prima del 2024:
In mancanza di un Isee valido, viene comunque riconosciuto l’importo minimo previsto.
Il bonus asilo nido può essere utilizzato in due modalità alternative. La prima è il rimborso delle rette di strutture educative autorizzate, pubbliche o private, come asili nido, micronidi, sezioni primavera e servizi educativi domiciliari. La seconda è il contributo per assistenza domiciliare destinato ai bambini affetti da gravi patologie croniche che impediscono la frequenza del nido. In questo caso il contributo viene erogato in un’unica soluzione.
La richiesta può essere presentata dai genitori, tutori o affidatari di bambini sotto i tre anni. È necessario avere residenza in Italia o cittadinanza europea, oppure essere titolari di un permesso di soggiorno valido.
La domanda deve essere presentata online tramite il sito dell’INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure attraverso un CAF o patronato.
Per ottenere il rimborso delle spese è necessario caricare la documentazione sul portale INPS entro il 30 aprile dell’anno successivo. Ad esempio, per le spese sostenute nel 2026 la scadenza sarà fissata al 30 aprile 2027.