NAZIONALE – Con l’avvicinarsi della Pasqua tornano sugli scaffali dei supermercati i prodotti simbolo della tradizione, ma quest’anno molti consumatori dovranno fare i conti con prezzi più alti, soprattutto per le uova di cioccolato. A evidenziarlo è un’indagine realizzata da Altroconsumo, che ha analizzato qualità e costi dei principali prodotti pasquali venduti nella grande distribuzione.
Secondo lo studio, la Pasqua 2026 si presenta come una festività a doppia velocità. Da un lato le uova di cioccolato registrano aumenti significativi, con rincari che in alcuni casi arrivano fino al 19% e una crescita media intorno al 3,7%. Dall’altro lato, le colombe pasquali mostrano una situazione molto più stabile, con prezzi che crescono di appena l’1%.
L’associazione ha condotto anche una prova di assaggio su dodici colombe classiche, coinvolgendo oltre duecento consumatori in diverse sessioni organizzate tra Milano e Vico Equense. Dal test è emerso che il giudizio dei partecipanti si basa soprattutto su fattori come gusto, morbidezza dell’impasto e qualità dei canditi, mentre il marchio o il prezzo non risultano determinanti nella percezione della qualità.
Per quanto riguarda le uova di Pasqua, oltre all’aumento dei prezzi si osserva anche il fenomeno della cosiddetta shrinkflation, ovvero la tendenza a ridurre il peso o le dimensioni del prodotto mantenendo lo stesso prezzo o aumentandolo. In questo modo alcuni prodotti risultano più piccoli rispetto al passato, pur costando di più.
A incidere sui prezzi non sono soltanto le materie prime, ma anche altri fattori come il formato dell’uovo, la presenza della sorpresa e soprattutto le licenze legate a personaggi o marchi famosi. Questi elementi possono far lievitare il prezzo finale molto più del costo del cioccolato stesso.
Nonostante i rincari, molti italiani non intendono rinunciare ai dolci tradizionali delle feste. L’indagine mostra infatti che circa un consumatore su tre prevede di spendere più dello scorso anno per i prodotti pasquali. Allo stesso tempo cresce l’attenzione verso il rapporto qualità-prezzo, con acquisti sempre più mirati e confronti tra diverse marche sugli scaffali.