NAZIONALE – Buone notizie per milioni di lavoratori dipendenti italiani. A partire dal cedolino di marzo 2026, molti troveranno uno stipendio leggermente più alto rispetto ai mesi precedenti. Il motivo è legato alle nuove misure fiscali introdotte con la Legge di Bilancio, che iniziano ora a produrre effetti concreti sulle retribuzioni.
La novità principale riguarda la riduzione dell’Irpef per i redditi medio-alti. L’aliquota per la fascia compresa tra 28.001 e 50mila euro è stata abbassata dal 35% al 33%, con un beneficio diretto in busta paga. L’aumento varia in base al reddito, ma per fare un esempio concreto, un lavoratore con una retribuzione annua lorda di 35mila euro può ottenere circa 140 euro in più all’anno, distribuiti nei vari cedolini.
Accanto al taglio dell’Irpef, entrano in gioco anche altre misure che contribuiscono ad aumentare il netto percepito. Tra queste, una tassazione agevolata sui premi di produttività, che scende all’1% fino a una soglia di 5mila euro. Si tratta di un intervento che mira a incentivare la contrattazione aziendale e a premiare le performance senza penalizzare i lavoratori dal punto di vista fiscale.
Un altro aspetto rilevante riguarda gli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali. In questi casi, per i redditi fino a 33mila euro, viene applicata un’imposta sostitutiva del 5%, evitando che gli incrementi salariali vengano assorbiti da un passaggio a uno scaglione Irpef più elevato. Questo consente di mantenere una parte più consistente dell’aumento direttamente in busta paga.
Novità anche per chi lavora su turni, di notte o nei giorni festivi. Le maggiorazioni legate a queste attività vengono tassate con un’aliquota ridotta al 15%, fino a un massimo di 1.500 euro annui, rendendo più vantaggioso il lavoro in orari disagiati.
Infine, cambia anche il trattamento dei buoni pasto elettronici. La soglia di esenzione sale a 10 euro, il che significa che fino a questo importo il ticket non concorre alla formazione del reddito e non è soggetto né a Irpef né a contributi.
Nel complesso, si tratta di un pacchetto di misure che punta a ridurre la pressione fiscale e aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori. Gli effetti, seppur non sempre elevati, iniziano a essere visibili proprio nei cedolini di questi mesi, segnando un primo passo concreto verso stipendi leggermente più pesanti.