Aversa. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti di due imprenditori accusati di bancarotta fraudolenta, al termine di un’articolata attività investigativa. Secondo quanto emerso dalle indagini, le condotte contestate avrebbero provocato un danno complessivo superiore ai 26 milioni di euro, di cui oltre 18 milioni a carico dell’Erario.
Il provvedimento rappresenta un passaggio significativo nell’ambito di un’azione giudiziaria che mira non solo all’accertamento delle responsabilità penali, ma anche alla tutela delle finanze pubbliche e dei soggetti danneggiati. In tal senso, l’Ufficio ha richiesto e ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari un decreto di sequestro conservativo, riguardante beni immobili e quote societarie riconducibili agli indagati.
La misura cautelare è finalizzata a garantire il ristoro del danno economico arrecato, assicurando la disponibilità delle risorse necessarie per eventuali risarcimenti. Si tratta di un intervento che si inserisce in un più ampio piano di monitoraggio e contrasto ai reati economico-finanziari.
La Procura sottolinea infatti come il sequestro conservativo rappresenti uno strumento essenziale per evitare la dispersione delle garanzie patrimoniali, soprattutto nei procedimenti in cui esiste il rischio concreto che gli indagati possano sottrarre beni utili a soddisfare le obbligazioni civili.
L’attività rientra in un quadro più esteso di azioni intraprese dall’ufficio giudiziario, che coinvolgono diversi ambiti, dai reati contro il patrimonio fino a quelli più gravi come violenze e maltrattamenti, per i quali viene sempre più frequentemente richiesta la tutela delle vittime anche sul piano economico.
Il provvedimento è stato formalizzato ad Aversa il 19 marzo 2026 ed è firmato dal Procuratore della Repubblica Domenico Airoma.