NAZIONALE – La primavera potrebbe farsi attendere più del previsto. Le ultime analisi dei principali modelli meteorologici internazionali indicano infatti che la seconda metà di marzo sarà caratterizzata da condizioni atmosferiche molto variabili, con frequenti sbalzi di temperatura e il possibile ritorno del freddo su diverse regioni italiane.
Secondo gli aggiornamenti dei centri di previsione più autorevoli, tra cui il modello americano GFS e quello europeo ECMWF, l’atmosfera nelle prossime settimane potrebbe risultare particolarmente dinamica. All’origine di questa instabilità ci sarebbe il cosiddetto Final Warming, un fenomeno legato al riscaldamento della stratosfera che influisce sulla circolazione del vortice polare e può avere ripercussioni sul tempo in Europa.
Nel breve periodo non mancheranno giornate dal sapore primaverile, con cieli sereni e temperature più miti. L’alta pressione subtropicale, infatti, potrebbe temporaneamente spingere aria più calda dal Nord Africa verso il Mediterraneo, soprattutto sulle regioni meridionali, provocando un sensibile aumento delle temperature.
Questo scenario, tuttavia, potrebbe durare poco. L’inverno sembra infatti pronto a far sentire ancora la propria presenza. Le correnti fredde ancora presenti nell’emisfero nord e le perturbazioni provenienti dall’Atlantico potrebbero infatti riportare condizioni più tipicamente invernali già a metà mese.
Tra il 14 e il 15 marzo l’alta pressione potrebbe gradualmente indebolirsi, lasciando spazio a una nuova fase di maltempo di origine nord-atlantica. Questa configurazione potrebbe favorire un calo delle temperature su gran parte della penisola, con effetti più evidenti al Nord-Ovest e sulle isole maggiori.
La settimana successiva, quella che conduce all’equinozio di primavera, potrebbe quindi essere segnata da un clima decisamente più rigido rispetto ai giorni precedenti. Le simulazioni meteo indicano infatti che le alte pressioni potrebbero concentrarsi sull’Europa centro-settentrionale, lasciando l’Italia esposta all’arrivo di correnti più fredde provenienti dall’Artico o dall’Europa orientale.
Il periodo più freddo potrebbe collocarsi tra il 17 e il 21 marzo, quando in diverse città del Centro-Nord le temperature massime potrebbero fermarsi intorno ai 12-13 gradi. Durante la notte, invece, i valori potrebbero scendere fino allo zero o addirittura sotto lo zero in alcune aree interne, favorendo fenomeni di brina o gelate tardive.